Il taglio degli alberi avvenuto oggi in via Montanara, nell’area della Chiesa di San Francesco, accende nuovamente il dibattito sulla gestione del verde pubblico a Imola. A intervenire con durezza è il consigliere comunale Simone Carapia di Fratelli d’Italia, che parla di mancanza di trasparenza e di un rapporto sempre più distante tra amministrazione e cittadini. Secondo Carapia, gli abbattimenti degli ultimi anni hanno alimentato nei residenti la sensazione di decisioni già prese senza un reale confronto pubblico, mentre il patrimonio arboreo della città continua a ridursi:
“Il taglio degli alberi nell’area della Chiesa di San Francesco ha provocato in queste ore numerose reazioni da parte di cittadini, residenti e persone che vivono quotidianamente a Imola. Una preoccupazione comprensibile, perché ancora una volta ci troviamo davanti a interventi che incidono profondamente sul patrimonio verde della città senza che vi sia stata una comunicazione preventiva chiara, dettagliata e realmente partecipata.
La questione non riguarda soltanto alcuni alberi abbattuti. Il punto è molto più ampio e tocca il rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini. Quando si interviene in luoghi simbolici e identitari della città, come l’area attorno alla Chiesa di San Francesco, non si può pensare che basti qualche spiegazione generica a posteriori per liquidare il malcontento e le domande della comunità.
Negli ultimi anni a Imola si è assistito a un numero crescente di abbattimenti e interventi sul verde urbano che hanno spesso lasciato i cittadini con la sensazione di assistere a decisioni già prese, senza possibilità di confronto e senza informazioni trasparenti sulle reali condizioni delle piante. È evidente che la sicurezza pubblica venga prima di tutto: nessuno mette in discussione la necessità di intervenire qualora un albero presenti problemi strutturali, malattie o situazioni di pericolo. Ma proprio per questo motivo servirebbe la massima chiarezza.
I cittadini hanno diritto di sapere:
quali perizie agronomiche siano state effettuate;
quali criticità siano state riscontrate;
se siano state valutate alternative meno invasive;
quanti alberi verranno ripiantati;
e soprattutto con quali tempi e in quali aree.
Perché un albero adulto non si sostituisce semplicemente con una giovane piantumazione. Servono anni, spesso decenni, prima che un nuovo albero possa garantire lo stesso beneficio ambientale, climatico e paesaggistico.
Quando una parte significativa della cittadinanza manifesta disagio e preoccupazione rispetto alla gestione del verde pubblico, il compito dell’amministrazione dovrebbe essere quello di aprire un confronto serio e documentato, non minimizzare o ridurre tutto a una contestazione ideologica.
Oggi il verde urbano rappresenta una delle principali difese contro il caldo estremo, l’inquinamento e il progressivo impoverimento degli spazi cittadini. Gli alberi migliorano la qualità dell’aria, abbassano le temperature, rendono più vivibili le piazze e le strade e contribuiscono al valore storico ed estetico della città. Per questo motivo ogni abbattimento dovrebbe essere considerato come un atto straordinario, motivato da ragioni precise e verificabili.
La sensazione, invece, è che troppo spesso si proceda con interventi drastici senza una visione complessiva della tutela ambientale urbana. Ed è qui che emerge la contraddizione più forte: da una parte si moltiplicano gli slogan sulla sostenibilità e sulla transizione ecologica, dall’altra i cittadini vedono diminuire progressivamente il patrimonio arboreo della città.
Imola merita una gestione diversa del verde pubblico. Una gestione fondata sulla prevenzione, sulla manutenzione costante, sulla trasparenza amministrativa e sul coinvolgimento dei cittadini. Perché il verde non è un elemento accessorio dell’arredo urbano, ma parte integrante della qualità della vita e dell’identità della città.
Difendere gli alberi significa difendere il benessere delle future generazioni. E su questo tema non servono slogan o rassicurazioni generiche: servono scelte chiare, responsabilità e rispetto per la città. Per questo motivo ci vuole una discontinuità e questi boscaioli dal pollice green il 24 e 25 maggio dovranno andare a casa per non creare ulteriori danni ambientali ai nostri polmoni verdi rimasti, che sono il fiore all’occhiello sul Santerno” cosi in una nota il candidato consigliere Simone Carapia
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