Imola, 23 aprile 2026 – Il dato del 25% di pubblico arrivato in treno al WEC 6 Hours of Imola viene presentato da qualcuno in chiave propagandistica elettorale come un grande successo di “sostenibilità” ambientale, ma dietro i numeri c’è anche un’altra realtà: quella dei costi.
Sui social e sui forum internazionali (soprattutto Reddit), molti appassionati avevano già mesi fa segnalato che la scelta del treno era dettata da motivazioni meno “green” e in molti casi soprattutto da una questione di convenienza economica. I parcheggi ufficiali gestiti da Area Blu costavano 15 euro al giorno per un’auto fino a 9 posti, una cifra non bassissima ma ancora accettabile per molti. Il problema sorgeva però con i parcheggi privati più vicini al circuito, dove i prezzi erano saliti di molto. Per chi voleva assistere a tutto il weekend, la spesa per il solo parcheggio poteva facilmente superare i 70-90 euro, senza contare il rischio di trovare i posti ufficiali esauriti in poche ore.
Anche i ticket hanno registrato aumenti rispetto alle prime edizioni del WEC a Imola. Il General Admission per il weekend completo partiva da 55 euro per gli adulti (prezzi early bird), mentre la singola domenica costava 45 euro. Con l’aggiunta del Paddock o della Pit Walk, le cifre salivano rapidamente oltre i 100-120 euro a persona.
Molti fan storici ricordavano che nel 2022-2023 l’evento era percepito come “accessibile”. Oggi, sommando biglietto, parcheggio ed eventuali spese di viaggio e cibo, il costo totale per una giornata (soprattutto la domenica) si avvicina pericolosamente a quello di eventi di livello superiore, ed è proprio questa combinazione — parcheggi cari e posti limitati — che ha spinto una fetta significativa di pubblico verso il treno. Come hanno scritto diversi utenti sui forum: «Con i parcheggi a questi prezzi, meglio il treno: non conviene più venire in macchina.»
Un’affermazione ricorrente che spiega, almeno in parte, il perché del 25% di arrivi ferroviari celebrato come una “vittoria ecologica”.
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