BOLOGNA – A mesi dalla firma del nuovo contratto collettivo nazionale, l’indennità di pronto soccorso per gli infermieri dell’Emilia-Romagna resta sulla carta. E la pazienza sta finendo. I sindacati Nursind e Nursing Up accusano la Regione di rinviare decisioni non più procrastinabili, mentre il sistema dell’emergenza è già sotto stress.
Secondo le segretarie regionali Antonella Rodigliano e Francesca Batani, il confronto con la Regione è di fatto bloccato dalla fine di novembre, nonostante il tema sia stato più volte portato al tavolo. Domani, martedì 10 febbraio, è previsto il terzo incontro, ma le premesse non rassicurano.
Il nodo è chiaro: il CCNL affida alle Regioni il compito di definire criteri che valorizzino i diversi profili professionali, riconoscendo un trattamento economico maggiore a chi lavora nei pronto soccorso. Insistere su un’indennità uguale per tutti, spiegano i sindacati, significa svuotare il contratto e ignorare le condizioni reali di lavoro di chi opera quotidianamente in prima linea, tra sovraffollamento, aggressioni, turni massacranti e carichi assistenziali fuori scala.
Non si tratta di un rischio futuro, avvertono Nursind e Nursing Up, ma di una crisi già in atto. La carenza di infermieri nei pronto soccorso è una realtà: turni scoperti, professionisti che lasciano l’emergenza o si trasferiscono in altre Regioni, difficoltà crescenti nel garantire i servizi. Ogni rinvio, ogni proposta al ribasso, finisce per accelerare l’emorragia di personale.
Il confronto con il resto d’Italia pesa come un macigno. In Lombardia, Veneto e Piemonte l’adeguamento al nuovo CCNL è già stato attuato. L’Emilia-Romagna, storicamente considerata un modello di sanità pubblica, rischia ora di restare indietro proprio su uno dei fronti più delicati: quello dell’emergenza-urgenza.
Per i sindacati, l’indennità di pronto soccorso non è un privilegio, ma una condizione minima per rendere sostenibile il lavoro in uno dei reparti più logoranti del sistema sanitario. Il prossimo incontro con la Regione viene indicato come un vero banco di prova: senza aperture concrete e soluzioni coerenti con il contratto, Nursind e Nursing Up annunciano la possibilità di nuove iniziative sindacali.
Il messaggio è diretto: alle dichiarazioni di attenzione devono seguire atti concreti. In gioco non c’è solo la dignità professionale degli infermieri, ma la tenuta stessa del servizio pubblico di pronto soccorso.
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