Oggi Matteo Salvini ha celebrato su Rai Uno Mattina e in eco sui social i risultati del nuovo Codice della Strada, in vigore da dicembre 2024. Il ministro delle Infrastrutture ha postato orgoglioso i numeri ufficiali del MIT (basati su Polizia Stradale e Carabinieri): a sette mesi dall’entrata in vigore, le vittime sono calate dell’8,4% (81 morti in meno, da 762 a 681), i feriti del 3,6% (958 in meno) e gli incidenti complessivi di oltre mille unità.
«Il nuovo Codice funziona – ha scritto Salvini – con regole più severe su alcol, droga, cellulare alla guida e monopattini (niente contromano, marciapiedi, due persone o senza casco). Le vite salvate sono il vero obiettivo, e questi dati lo dimostrano». Ha anche rilanciato l’annuncio della targa obbligatoria per i monopattini entro primavera, per maggiore tracciabilità e responsabilità.Le sue parole hanno trovato spazio anche su Uno Mattina (Rai 1), dove il tema sicurezza stradale è stato trattato con toni contrastanti: alcuni commenti in trasmissione e sui social hanno definito i suoi interventi “trionfalistici” o “fuori luogo”, ricordando che i decessi annuali restano sopra i mille e che i dati ministeriali non includono tutte le polizie locali (che coprono molti incidenti urbani). Critiche puntano soprattutto sui controlli della velocità, prima causa di morti, e sull’applicazione pratica delle norme.
Salvini ha pure commentato lo stop del TAR alla “Città 30” di Bologna: «Il limite 30 km/h va solo in zone piccole, non ovunque con guerra ideologica alle auto. Serve buonsenso». Il dibattito resta vivo: da un lato trend positivi confermati nei primi mesi, dall’altro richieste di dati più completi (inclusi ISTAT) e maggiore enforcement per rendere i miglioramenti duraturi. Il ministro insiste: «Insieme si vince e si vive, riducendo la strage sulle strade».
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