Sono passati due anni e mezzo dalla alluvione del 2023, sono state spese parole, sono state fatte promesse, ma nulla è sostanzialmente cambiato. Si è parlato di cambio di passo, d’inversione di tendenza, ma a parte qualche lavoretto fatto male gli argini dei fiumi sono ancora modello scolapasta e le frane continuano incessanti sul territorio collinare. Nella Vallata del Santerno nelle due strade provinciali interessate: SP15, dove la frana ha colpito una stalla uccidendo 7 vacche e quella che ha chiuso la Casolana Sp 33 isolando un centro abitato, sono movimenti franosi vicini a smottamenti già registrati oltre due anni fa, dove il terreno circostante diventa più debole, friabile e soggetto a questi inevitabili cedimenti. Ma se si interviene sempre in ritardo e poco prima di Natale con carotaggi e altro, per quanto riguarda la Sp15 di cosa parliamo? Sono dei lavori che dovevano iniziare in primavera e portati avanti e invece qui li facciamo partire in inverno. Ci sono delle pesantissime responsabilità politiche di chi ha amministrato e amministra questi territori. E quello che indispone è che oltre ai ritardi e alle responsabilità evidenti vogliono praticare il loro sport preferito quello dello scaricabarile. Hanno usato le prime ordinanze e danari per fare la semplice pulizia e poi dopo hanno iniziato a fare qualche piccolo lavoretto per fare vedere che facevano qualcosa. E’ un indecenza che da oltre 2 anni e mezzo ci siano strade comunali e provinciali ridotte ancora così e soprattutto che le nostre famiglie vivano nel terrore perché i soldi destinati alla manutenzione idrogeologica sono stati dirottati su altro più visibile e più elettorale. Alla prima pioggia battente e duratura dobbiamo incrociare le dita e pregare? Ma non è mica arrivata la stagione dei Monsoni e chi governa il territorio, oltre a fare sterile propaganda, deve assumersi le proprie responsabilità. Nei prossimi giorni in Citta Metropolitana e in tutti gli Enti interessati chiederemo conto di questi mancati e tardivi interventi e a chi ascrivere eventuali responsabilità.
Simone Carapia
Capogruppo FDI Nuovo Circondario Imolese
Consigliere della Città Metropolitana di Bologna
Consigliere FDI Imola
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