Quando c’è un grande evento all’autodromo — concerti, Mostricciololand, Superbike o Formula 1 — le zone della città intorno si risvegliano pulite. In poche ore, montagne di immondizia scompaiono come per magia. Ma basta fare un giro il lunedì mattina, dopo un weekend di spese e acquisti, nei quartieri vicino ai cassonetti per rendersi conto che quella stessa efficienza sparisce nella vita di tutti i giorni.
Allora ci chiediamo, e vi chiediamo: se per un evento con migliaia di persone si riesce a ripulire tutto in una mattinata, perché non si riesce a svuotare regolarmente i cassonetti nei quartieri, evitando così gli abbandoni e le discariche improvvisate? Il problema non è solo di inciviltà, come vogliono alcuni farci credere, ma di organizzazione e di priorità, visto che alla fine la “tariffa puntuale” è l’unica puntualità certa, cioè quella del pagamento. Se per gli eventi straordinari si riesce a mobilitare mezzi, uomini e risorse in poche ore, allora forse qualcosa si può fare anche per la gestione ordinaria della pulizia urbana.
Le fototrappole non sono una soluzione: rischiano solo di abituare certi sindaci a pensare che si possa amministrare tutto con le telecamere, come se vivessimo in uno stato comunista di sorveglianza permanente. Perciò, la stessa attenzione che si dedica ai grandi eventi — per far guadagnare i soliti — andrebbe riservata anche ai cittadini imolesi, che vivono ogni giorno la città e che spesso, in cambio di questi eventi, ricevono solo rumore, divieti e sporcizia davanti ai loro condomini e questo accade anche con le ordinanze di divieto di detenzione e consumo di qualsiasi bevanda alcolica o non alcolica…
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