Nel giugno 2023, il viceministro Galeazzo Bignami accusava la Regione Emilia-Romagna di aver chiesto 2,3 miliardi per i danni dell’alluvione senza presentare alcun piano dettagliato. “Vi fidereste di Schlein e compagni?” Fu la dichiarazione forte, che metteva in discussione la capacità della Regione di gestire fondi pubblici in modo trasparente. Ma a qualche anno di distanza, lo stesso Governo apre generosamente i rubinetti per la Formula 1 a Imola — e stavolta, di piani dettagliati, controlli e diffidenza non si parla più.
Il Ministero delle Infrastrutture, Matteo Salvini odiato dai sinistrodi di Imola, ha stanziato 5,25 milioni per il 2025 e altri 5 milioni l’anno fino al 2032, ai quali si aggiungono fondi regionali, locali e contributi da enti collegati come Con.Ami. Si arriva a 25 milioni l’anno, cifra che potrebbe salire fino a 55 milioni a edizione per restare stabilmente in calendario. Eppure, nessuno ha chiesto un elenco preventivo di spese, nessuno ha parlato di “richieste sulla fiducia”.
Proprio a Imola, nella galassia delle società pubbliche, è esploso il caso Area Blu: 200.000 euro spariti attraverso bonifici sospetti, partiti da un dipendente apicale oggi sotto indagine. Una società di proprietà del Comune di Imola e del Consorzio A.M.I coinvolti nella rete di enti che orbitano intorno alla gestione della F1. Il tutto è emerso solo grazie a un accesso agli atti chiesto dal consigliere d’opposizione Simone Carapia e nessuno aveva detto nulla nemmeno quando il bilancio 2023 era passato in Consiglio comunale.
Quindi la domanda è questa: Se il Governo non si fidava giustamente della Regione PD quando chiedeVA fondi per “mettere in sicurezza il territorio”, dopo che la Regione non aveva pulito i fiumi, perché dovrebbe fidarsi a occhi chiusi quando si tratta di finanziare un evento da milioni come la Formula 1?
Se si danno fondi pubblici a soggetti che orbitano in ambienti dove già ci sono stati ammanchi, è doveroso pretendere massima trasparenza, tracciabilità e controllo. Non basta dire che la Formula 1 “è una vetrina per il territorio”: deve esserci anche un controllo da parte del Governo su come vengono spesi i soldi pubblici. E se il Governo non lo fa, forse ogni tanto dovrebbe darci un’occhiata la Procura europea.
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