L’eccesso di pioggia degli ultimi giorni ha causato danni ingenti alle aziende agricole, soprattutto in collina. Secondo un bilancio ancora provvisorio della Cia-Agricoltori Italiani Imola, sono circa una cinquantina le aziende agricole che hanno segnalato danni più o meno estesi, con una dimensione media di circa 20 ettari, per un totale di oltre mille ettari interessati nelle zone più colpite. Tuttavia, la situazione potrebbe essere peggiore poiché si continuano a ricevere segnalazioni di danni, e proprio in queste ore si sono verificate altre frane che hanno portato via ettari di ulivi e un castagneto secolare.
La situazione è particolarmente critica in collina, dove il cedimento dei terreni ha causato smottamenti e frane che hanno portato via ettari di colture e alberi da frutto decennali. La ripresa delle attività agricole in queste zone richiederà molto tempo, addirittura anni, e sarà necessario ripristinare le colture e i campi che sono “caduti” a valle.
Anche in pianura, la situazione non è molto migliore. Nonostante l’acqua si sia ritirata in alcune zone, la situazione è critica per i frutteti ormai carichi di frutta estiva come pesche, albicocche e ciliegie. L’apparato radicale delle piante potrebbe subire la completa asfissia a causa dell’acqua che ancora rimane nei campi, causando danni a lungo termine per la produzione frutticola.
La Cia-Agricoltori Italiani Imola si preoccupa del fatto che possa passare il messaggio che l’emergenza sia finita e che l’allarme sia rientrato. In realtà, la situazione sarà un allarme continuo e globale per i prossimi mesi e forse anni, con le aziende già in forte crisi che, se hanno avuto la fortuna di non trovarsi esattamente nell’occhio del ciclone, sono state comunque già colpite da gelate e grandinate.
Il direttore della Cia-Agricoltori Italiani Imola, Andrea Arcangeli, ha dichiarato che le azioni che dovranno introdurre Governo e Regione non potranno avere solo un carattere immediato ed emergenziale, ma dovranno prevedere un sostegno a lungo termine alle aziende colpite per aiutarle a superare la crisi. Senza questo sostegno, l’indotto agricolo subirà una perdita quasi totale, con ripercussioni sulla tenuta economica del Circondario.
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