Ieri mattina si è tenuto un incontro presso il municipio di Imola tra il Presidente della Regione Stefano Bonaccini, la Vicepresidente Irene Priolo, il Sindaco Metropolitano Matteo Lepore, la Viceprefetto Anna Pavone, il Direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile della Regione Rita Nicolini, gli altri sindaci del Bolognese e le Forze dell’Ordine. Alla fine dell’incontro, sono state offerte alcune dichiarazioni alla stampa. Ovviamente non poteva mancare quella di Bonaccini sulla “climate change”, perché la colpa non è mai di chi deve gestire il territorio e ha vinto le elezioni tra un tatuaggio alle sopracciglia e un ora a 300 euro di armocromia, no la colpa e del climate change.
Il Governatore ha dichiarato testualmente, non come riportato dall’ANSA in versione inglese: “È evidente che quando ti cade in 36 ore un quinto della media nazionale dell’acqua (…) significa che arriva qualcosa che non abbiamo mai registrato nella storia dell’Emilia Romagna, quindi un evento calamitoso drammatico e stanno succedendo un po’ troppi, per cui dobbiamo andare sempre più speditamente verso quella transizione ecologica che aiuti a inquinare sempre meno, a riscaldare sempre meno il globo perché è questo che poi è alla base di questi ‘climate change‘”.
Nonostante la richiesta di maggiori risorse, Bonaccini non ha mai menzionato il fatto che la giunta regionale dell’Emilia Romagna, presieduta da lui e dalla vicepresidente Elly Schlein, ha restituito al Ministero delle Infrastrutture 55,2 milioni di euro di un finanziamento di 71,9 milioni di euro destinato alla manutenzione e alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua della regione, come riportato dalla Corte dei Conti nei suoi rapporti del 2021 e del 2022 sulla gestione dei fondi pubblici (Fonte dati Open).
La situazione attuale nell’Imolese.
Nella zona di Imola, durante l’emergenza causata dalle piogge torrenziali, circa 300 persone sono state evacuate, di cui 270 si sono autonomamente ricollocate presso famiglie e amici, mentre circa 30 sono stati collocati dal comune in strutture apposite. La situazione di emergenza in molti punti è stata risolta: il fiume Santerno è stato mantenuto sotto controllo grazie alla cassa di espansione a San Prospero, ad eccezione di Via Lungana dove una famiglia è stata evacuata. Nella zona collinare, in Via Ponticelli Pieve, si sono verificate criticità sul corso dell’acqua e movimenti franosi di lieve intensità, che hanno portato all’evacuazione di alcune famiglie per alcune ore, ma la situazione è tornata alla normalità. A Sasso Morelli, l’acqua ha invaso parte del centro abitato, ma la situazione è stata risolta posizionando decine e decine di sacchi di sabbia a protezione degli edifici e delle famiglie. A Sesto Imolese, Via Ladello è ancora chiusa, così come il cimitero, ma si è intervenuti in Via Raggi (chiudendo la strada e posizionando centinaia di sacchi di sabbia) per la rottura dell’argine del fiume Sillaro, così come in Via Sguazzaloca e Via Rondanina. L’area più critica è stata Spazzate Sassatelli, soprattutto Via Merlo/Cardinala, dove è stato necessario intervenire per rifare l’argine. La situazione sta rientrando in queste ore, ma l’ordinanza di evacuazione è stata molto complessa, con alcune persone che hanno scelto di restare nelle proprie case. Le scuole di Sesto Imolese, Sasso Morelli e San Prospero sono state chiuse per 2 giorni per ridurre il traffico veicolare e definire gli spostamenti strettamente necessari, ma da domani saranno nuovamente aperte regolarmente.
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