Oggi il consigliere locale e regionale Daniele Marchetti si gonfiava sui sociali del fatto che i quotidiani locali parlano della Lega, come se prima non lo avessero mai fatto o se come tutti quegli accesi agli atti dell’altra Lega locale che danno mal di testa al sindaco Panieri non fossero niente.
Nella giornata delle nuove nomine nella Lega Romagnola, per quanto riguarda la “provincia” Imolese, non abbiamo assisto ad un salto di qualità, ma alla continuazione del tentativo di Jacopo Morrone, a nostro parere, di assicurarsi anche per il futuro la nomina per candidarsi come onorevole, visto che adesso la probabilità di arrivare in parlamento si è ridotta molto a causa del referendum sul taglio dei parlamentari.
Un po’ ci ricorda la situazione dell’onorevole Elio Palmizio, non quando aveva dato del “perdente” a Carapia, ma quando da Ravenna a Piacenza, gli eletti ed i militanti di FI lo avevano sfiduciato, per arrivare alla clamorosa esclusione dalle elezioni per il parlamento nel 2018.
Come si fa a nominare referente della “provincia” imolese Daniele Marchetti dopo che la Lega è stata sconfitta due volte ad Imola (senza arrivare almeno al ballottaggio) e su tutta la Vallata? L’unico successo di Marchetti, nonostante non avesse votato per Salvini che ha trainato il partito in tutte le ultime elezioni, è stato quello di non tornare a fare l’operaio e di ottenere i voti anche dal PD, pur di non fare entrare Carapia in Regione.

Lasciando stare quello che poteva diventare un incidente “diplomatico” nella Lega l’anno scorso, dato che non abbiamo visto se oltre le parole ci fosse stato qualche scambio, adesso possiamo dire che per quanto riguarda le nomine di ieri, ci sta il cambio alla sezione imolese e mandare Marco Casalini ad occuparsi del “benessere degli animali”, per evitare le nomine di candidati che pensano che basti far vedere e mangiare i maccheroni per vincere le elezioni a Borgo Tossignano.
Comunque dire che la Lega (localmente) adesso possa contare su “una classe dirigente di qualità”, ci sembra eccessivo visto che non vediamo un professore, un intellettuale, uno scrittore, qualche artista e, a parte la Rebecca Chiarini che è avvocato, il livello dell’asticella della “qualità” è rimasta quella di prima. Anzi per alcuni aspetti è anche peggiorata, vedi come è stato trattato Ilyan Dosi, nonostante avesse lui il diritto di entrare nel Consiglio Comunale visto i voti ottenuti, per non parlare della mancanza di solidarietà con l’ex candidato sindaco Luca Morini da parte della Lega per l’attacco subito sulla stampa mese scorso.
Per adesso la classe dirigente della lega imolese è rimasta al livello di “bottega”.
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