Il bilancio del Comune è in condizioni difficili a causa delle previsioni allegre della precedente amministrazione, e per chiudere il bilancio passiamo senza alternative dalla richiesta di erogazione del fondo di riserva del CON.AMI, 3 milioni di euro di cui 2 milioni circa per il Comune di Imola, che doveva essere approvata ieri sera.
Le belle parole di collaborazione e aiuto reciproco dei giorni scorsi però non hanno avuto un seguito, in quanto l’assemblea di CON.AMI ha rinviato la decisione a venerdì 12 ottobre, rendendo evidente la volontà di mettere in difficoltà il Comune di Imola, unico tra i 23 comuni del consorzio amministrato dal MoVimento 5 Stelle, ma anche detentore della quota di maggioranza col 66,13%.
Purtroppo, nonostante la quota di maggioranza detenuta, il comune di Imola non ha nessun potere di agire senza il “benestare” degli altri sindaci, in quanto lo scorso anno l’assemblea CON.AMI ha variato il proprio statuto ripartendo il potere decisionale sia in base alle teste, che alle quote, col mirabile risultato di aver creato uno stallo praticamente irrisolvibile.
Siamo giunti in pratica al punto in cui tanti piccoli Comuni a guida PD, a fronte di un minimo investimento, possono decidere le sorti del Comune di Imola, sperando di invertire totalmente la volontà popolare derivata dal voto del 24 giugno.
Il CON.AMI, per chi non lo sapesse, è il padrone delle reti idriche del comune di Imola, dell’autodromo, ma anche della discarica, nonchè il secondo azionista di HERA.
Il sospetto che il PD stia usando la “cassaforte” del Comune di Imola come arma di ricatto contro i cittadini imolesi “rei” di aver scompigliato i piani dell’ex partitone c’è ed è sempre più ingombrante, ma stentiamo a credere che davvero venerdì prossimo i sindaci voteranno contro la nostra richiesta aprendo così una gravissima crisi finanziaria nel comune di Imola, e politica all’interno di CON.AMI.
Annunciamo quindi oggi, nel giorno del nostro nono compleanno, che per venerdì prossimo il MoVimento 5 Stelle Imola organizzerà un sit-in durante la discussione in oggetto davanti alla sede in cui si prenderà la decisione finale.
La democrazia è a rischio, e serve una mobilitazione generale della popolazione per ribadire il netto risultato di giugno che ha revocato senza appello la fiducia al PD.
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