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PANDAIMOLA “OPERE PUBBLICHE A PIOGGIA SULLA CITTA’ MANCA…UNA PIANIFICAZIONE COERENTE?”

A seguito delle recenti polemiche relative alla realizzazione di nuove piste ciclabili, Panda Imola
intende intervenire per richiedere ai contendenti maggiore serietà sull’argomento.
Da un lato notiamo un’amministrazione che promette appalti, asfalto e cemento invece di definire
un serio piano strategico dei trasporti razionale, partecipato, efficiente e sostenibile. L’ultima opera
proposta dall’amministrazione comunale sembra più dettata dalla fretta di cogliere risorse di bandi
disponibili che la concretizzazione di un pezzetto di una visione strategica. Quando le opere pubbliche
sono il fine e non il mezzo, la coerenza dei progetti vacilla e si è costretti a raccontare “fregnacce”
sull’utilità e sulla finalità delle stesse. Dall’altro lato, invece, forze di opposizione che, prese dal “dovere”
di contestare la maggioranza, contestano anche l’umidità dell’acqua invece di entrare nel merito.
La maggioranza continua a investire insensatamente, anche tramite il completamento della
Bretella della Pedagna, sull’attraversamento Nord-Sud della città, che non ha mai costituito una
esigenza prioritaria per il territorio. Il fallimento nel rapporto costi benefici della Bretella è evidente ma le
scelte sbagliate, in questa città, vengono portate sempre alle estreme conseguenze: forse lo scopo è
mostrare ai cittadini e al potere economico chi comanda?

Panda Imola chiede una nuova politica dei trasporti che, partendo dalle premesse fondamentali
della messa in sicurezza delle utenze deboli della strada e del potenziamento dei trasporti pubblici, punti
a contenere il problema drammatico delle emissioni in atmosfera e della qualità dell’aria. In questa ottica
è utile una pista ciclabile che renda sicuro l’asse Est-Ovest. L’opera, però, per assumere valenza
strategica e non meramente “decorativa”, dovrebbe coprire la tratta Bologna-Faenza della S.S 9. Inoltre:
• dovrebbe essere realizzata su entrambi i lati della carreggiata (gli attraversamenti costituiscono
fattore di rischio e complicano l’interconnessione dell’infrastruttura al resto della viabilità);
• il suo sedime dovrebbe essere utilizzato per il transito dei sottoservizi (reti tecnologiche, quali
tubazioni del metano e idriche, alimentazione elettrica del filobus, fibra ottica per la collettività e il
collegamento dei tabelloni elettronici delle fermate dei mezzi pubblici);
• dovrebbe essere affiancata, sulla carreggiata carrabile, da infrastruttura aerea per filobus:
◦ che copra anch’essa l’intera tratta Bologna-Faenza;
◦ che preveda ampie cabine di fermata per gli utenti del filobus, protette dalle intemperie su più
lati, con posti a sedere, biglietterie automatiche e orari esposti tramite tabelloni elettronici con
l’annuncio del mezzo in arrivo, attrezzate con postazioni di parcheggio per biciclette e
motocicli, protette dalla pioggia, per realizzare un interscambio modale.

Per realizzarla si dovrebbero utilizzare, in compensazione ambientale, le risorse destinate dalla
società autostrade per la realizzazione della quarta corsia dell’A14. Occorrerebbe una cabina di Regia
che coinvolgesse tutti gli enti chiamati a partecipare all’approvazione dell’opera stessa. Per la parte
imolese, una parte delle risorse dovrebbe essere messa a disposizione da Area Blu: la tassazione sulla
sosta degli automezzi deve essere maggiormente utilizzata per la mobilità sostenibile sul territorio.
Chiediamo di interrompere immediatamente l’iter di realizzazione del completamento della
Bretella della Pedagna e di investire quelle risorse in un piano sostenibile di mobilità urbana, con
una strategia di riorganizzazione dei trasporti con una visione minimo a 20 anni, privilegiando
sicurezza stradale, tutela delle utenze deboli e trasporto pubblico. In tale piano si dovrà privilegiare
la sicurezza delle utenze deboli nelle connessioni tra il Comune di Imola, le sue frazioni più importanti e i
comuni circonvicini sul modello proposto per la S.S. 9 Emilia.

Sulla Ciclovia turistica del Santerno, chiediamo che sia data priorità alla sicurezza dell’ex S.S.
610 Selice-Montanara Imolese in sede storica. Avendo percorsi stradali che espongono le utenze deboli
al quotidiano rischio per la propria vita, parlare di cicloturismo pare un “vezzo irresponsabile”.
Chiediamo alla politica di uscire dalla logica di grandi opere fini a sé stesse. Serve una
politica capace di futuro, con una visione sistemica della città, che abbandoni le vecchie pratiche
distruttrici dell’ambiente tipiche di questi anni di malgoverno del territorio, con esempi negativi come il
raddoppio della discarica Tre Monti e il consumo sfrenato di suolo (Bretella e centri commerciali in testa).

Massimo Bolognesi
Presidente PandaImola