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SLA, l’Associazione Io Vivrò dona all’Ospedale di Imola un sistema di chiamata adattato e un monitor per la Neurologia

Medici, infermiere e rappresentanti dell'Associazione Io Vivrò in una stanza dell'Ospedale di Imola accanto ai dispositivi di chiamata donati

La consegna delle attrezzature all'Ospedale di Imola (Foto: Ausl Imola)

L'Associazione Io Vivrò APS ha consegnato il 29 ottobre all'Ospedale di Imola attrezzature per oltre 2.600 euro. Alla Medicina Interna va un sistema di chiamata per pazienti con gravi limitazioni motorie, alla Neurologia un monitor per riunioni e videoconsulenze.

L’Associazione Io Vivrò APS ha donato all’Azienda USL di Imola nuove attrezzature per migliorare l’assistenza alle persone con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) ricoverate all’Ospedale Santa Maria della Scaletta. La consegna ufficiale si è tenuta giovedì 29 ottobre all’Ospedale di Imola. I dispositivi sono destinati alla Medicina Interna e alla Neurologia e hanno un valore complessivo di oltre 2.600 euro, come riferisce il comunicato dell’Azienda USL di Imola.

Alla consegna hanno partecipato la vicepresidente dell’associazione Martina Fantelli e il tesoriere Piero Casarini. Erano presenti anche il direttore medico di Presidio Andrea Neri, le équipe della Neurologia, guidata dalla dottoressa Patrizia De Massis, e della Medicina Interna, diretta dal dottor Federico Lari. Con loro c’era Mariangela Bianconcini, psicologa e psicoterapeuta della Psicologia Ospedaliera dell’AUSL di Imola.

Un sistema di chiamata per chi non può premere un pulsante

La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che compromette le capacità di movimento e di comunicazione e rende complessi anche i gesti più semplici della vita quotidiana. Per questo alla Medicina Interna è stato destinato un dispositivo di chiamata pensato per persone con importanti limitazioni motorie. Il sistema si può attivare con il soffio, con pulsanti a pressione o con un dispositivo azionabile con un dito, ed è completo dei relativi supporti di fissaggio. Gli strumenti permettono di adattare la chiamata alle capacità motorie residue dei pazienti, che possono così richiedere l’intervento del personale anche quando non riescono più a usare i pulsanti tradizionali.

«Per una persona con SLA, anche un gesto apparentemente semplice come premere il pulsante per chiamare un infermiere può diventare impossibile», sottolinea Federico Lari, direttore della Medicina Interna. «Disporre di sistemi di chiamata adattabili alle diverse capacità motorie significa garantire a queste persone la possibilità di segnalare un bisogno, chiedere aiuto e mantenere un canale diretto con il personale di assistenza», aggiunge il medico.

Un monitor per il team multidisciplinare

La donazione comprende anche un monitor Samsung Odyssey Neo G7 ad alta definizione, destinato alla Neurologia. Lo schermo servirà per le riunioni multidisciplinari d’équipe, per le videoconferenze e per le videoconsulenze con professionisti di altre strutture o con i pazienti a domicilio.

«Grazie alla donazione sarà possibile confrontarci durante le riunioni cliniche anche a distanza e realizzare videoconsulenze con i pazienti in fase avanzata di malattia il cui trasporto in ospedale diventa difficoltoso», spiega Patrizia De Massis, responsabile dell’équipe di Neurologia e referente del team SLA aziendale. La dottoressa ricorda che nell’AUSL opera da anni un team multidisciplinare che prende in carico il paziente fin dalla comunicazione della diagnosi, un momento che avviene sempre in presenza della psicologa.

Il ringraziamento dell’ospedale

«Desidero esprimere, a nome di tutta la comunità professionale dell’Ospedale di Imola, un sincero ringraziamento all’Associazione Io Vivrò per questa importante donazione», dichiara Andrea Neri, direttore medico di Presidio. «Questa iniziativa testimonia ancora una volta quanto sia preziosa la collaborazione tra il servizio sanitario pubblico e il mondo del volontariato e dell’associazionismo», conclude Neri.

L’Associazione Io Vivrò APS è presieduta da Gabriele Cavina e sostiene le persone con SLA e le loro famiglie. L’associazione contribuisce a mantenere viva l’attenzione sui bisogni assistenziali e sulle difficoltà che accompagnano la malattia.

Fonte: comunicato stampa dell’Azienda USL di Imola, 29 ottobre 2026.

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