Oltre duecento alloggi pubblici sfitti su circa ottocentosettanta. Uno su quattro. Molti in attesa di lavori o di soldi, altri destinati a demolizione. Intanto centinaia di famiglie aspettano. Il Comune risponde con il piano “Sfitto Zero”: recuperare una trentina di unità esistenti, demolire e ricostruire un vecchio comparto, aggiungere nuovi alloggi. A febbraio ha messo in bando quarantasei appartamenti a canone calmierato per la fascia grigia.
Sul privato il discorso è più delicato. La Fondazione Abitare propone l’affitto civico: canone concordato, copertura di dodici mensilità in caso di morosità, qualche contributo per sistemare la casa, assistenza. Obiettivo dichiarato: cento contratti nel 2026. Il Circondario ha appena firmato un protocollo per mappare gli immobili privati inutilizzati e studiare altre garanzie. L’obiettivo dichiarato è rassicurare chi ha una casa vuota.
Il problema è che la rassicurazione ha una scadenza. Dopo il dodicesimo mese, o davanti a un contenzioso che si allunga, la copertura finisce e il conto torna interamente sul proprietario. In Italia lo sfratto non è veloce. Quando un inquilino smette di pagare e non se ne va, passano mesi, a volte più. I danni restano, le spese legali pure, e il canone perso pure. Non è teoria: proprietari e associazioni segnalano da anni situazioni in cui, dopo l’esaurimento delle garanzie pubbliche, tutto è ricaduto su chi aveva messo a disposizione l’appartamento.
Le fondazioni e i protocolli riducono il rischio iniziale. Non lo eliminano. Chi deve decidere se affittare guarda oltre i primi dodici mesi e vede la lentezza delle procedure. Molti, di fronte a questo calcolo, preferiscono lasciare la casa vuota. Le parole e le strutture create per rassicurare non cambiano il fatto che, alla fine, il rischio residuo resta privato.
A Imola, come altrove, case vuote e famiglie in attesa convivono. Le politiche cercano di avvicinarle. Il punto è se le garanzie offerte bastano davvero a chi deve sostenere il rischio una volta finita la copertura.
A Imola le case vuote restano vuote. E dopo dodici mesi il conto torna al proprietario.
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