Imola – «La sicurezza sta diventando un tema centrale del dibattito pubblico cittadino», ma «spesso snobbato da politici e amministratori», fino a essere trattato come «una questione di secondo piano». Inizia così il comunicato diffuso da Patto per il Nord, firmato dal segretario Francesco Grandi, che punta il dito contro un approccio ritenuto insufficiente su un tema considerato cruciale per i cittadini.
Nel documento si sottolinea come l’argomento sicurezza «riemerge soltanto quando ci troviamo di fronte a fatti di cronaca eclatanti», mentre «la criminalità e la violenza sono ormai relegate all’ordinaria amministrazione». Da qui il richiamo a interventi più strutturali e continuativi.
Patto per il Nord ricorda poi una proposta avanzata mesi fa: «dotare la stazione ferroviaria di Imola di due agenti della Polfer, almeno per le ore diurne, a protezione delle attività e dei viaggiatori». Una richiesta che, secondo il movimento, sarebbe rimasta senza risposta, lasciando spazio – si legge – a «un assordante silenzio dell’amministrazione».
Nel mirino anche la scelta di introdurre gli street tutor, definita in modo critico nel comunicato: «personale privato, che dovrebbe intervenire su comportamenti devianti, ma eludendo la repressione di reati che sono di competenza dello Stato italiano». Una soluzione giudicata «surreale e fuori dal mondo».
Il passaggio più netto riguarda il quartiere Pedagna, indicato come caso emblematico: «è inaccettabile che un quartiere ad alta densità abitativa, con 20mila residenti, non abbia un presidio di polizia», ricordando che «fino a 20 anni fa era presente e fu inspiegabilmente chiuso». Da qui la richiesta esplicita: «che venga riaperto il posto di polizia in Pedagna, a tutela e protezione dei cittadini», con l’avvertimento che, senza interventi, il rischio è quello di un progressivo peggioramento della situazione.
Il comunicato si chiude con un attacco diretto alla gestione politica della città, criticando «buffet, pasticcini, selfie e autocelebrazioni» e chiedendo a chi amministra di «assumersi le proprie responsabilità». Una presa di posizione netta che riporta il tema sicurezza al centro del dibattito imolese.
More Stories
Difendere la democrazia a Bologna: sì al presidio “Remigrazione e Riconquista” del 9 maggio, il governo garantisca la sicurezza
Giovanni Favia appoggia Paola Lanzon a Imola: «Serve un’alternativa civica oltre destra e sinistra»
La strategia della polarizzazione: come la sinistra alimenta le radicalizzazioni di islamici e cristiani