Imola, 20 aprile 2026 – L’intelligenza artificiale entra ufficialmente anche nel dibattito cooperativo locale, e lo fa da un luogo simbolico: la SACMI di Imola, che ha ospitato la terza tappa di CoopConnect, il percorso promosso da Fondazione PICO e Legacoop per costruire modelli condivisi di innovazione.
Secondo quanto emerge dal comunicato, l’incontro ha registrato “una partecipazione ampia e qualificata”, segnale di un interesse crescente verso un tema che non riguarda più solo la tecnologia, ma anche gli equilibri economici e sociali. A sottolinearlo è stato il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, che ha parlato dell’intelligenza artificiale come di “una trasformazione che ridefinisce i meccanismi di creazione del valore, i processi decisionali e gli equilibri economici e sociali”. Non solo entusiasmo, però. Nel comunicato si evidenzia anche una preoccupazione di fondo: il rischio che pochi grandi attori globali concentrino dati e potere. Da qui la linea proposta dal mondo cooperativo, che punta a un modello alternativo basato sulla condivisione. “Mettere in comune competenze, risorse e visione consente di costruire un’intelligenza artificiale coerente con i nostri valori”, ha dichiarato Gamberini.
Dal lato industriale, SACMI rivendica un percorso già avviato. Il presidente Paolo Mongardi ha spiegato che l’azienda investe “da anni risorse significative nello sviluppo e nell’integrazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale”, considerate un fattore strategico per migliorare efficienza, qualità e processi decisionali. Ma con un limite chiaro: “l’intelligenza artificiale deve essere al servizio dell’intelligenza umana”.Tra i momenti più rilevanti, anche la presenza di Jeroen Douglas, direttore generale dell’International Cooperative Alliance, alla sua prima visita in una cooperativa italiana. Un passaggio che, secondo il comunicato, rafforza la dimensione internazionale del progetto, definito come “una sfida pionieristica e fondamentale per il futuro del movimento cooperativo a livello globale”.
Il cuore dell’iniziativa resta però il progetto “Cooperative AI”, che punta a costruire regole e modelli condivisi. Il presidente di Fondazione PICO, Piero Ingrosso, ha parlato di un “nuovo modello di lavoro” capace di aiutare le cooperative ad affrontare “la complessità e i continui cambiamenti” legati all’intelligenza artificiale, anche attraverso percorsi formativi e un boot camp internazionale.
Sul piano più operativo, emerge anche il tema della sostenibilità e della governance dei dati. CoopConnect viene definito come “un’infrastruttura strategica” in grado di tradurre la cooperazione in “sviluppo concreto e innovazione condivisa”, coinvolgendo le principali cooperative e una rete di esperti.
Un impianto ambizioso, almeno nelle dichiarazioni, ma resta da capire quanto questo modello riuscirà davvero a incidere sul territorio e sulle imprese, oltre il livello dei progetti e delle intenzioni, perché il passaggio dall’innovazione raccontata a quella reale, soprattutto quando si parla di intelligenza artificiale, è quello che fa la differenza.
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