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Referendum giustizia – L’immagine ingannevole che il fronte NO fa girare ossessivamente…

Ora che è arrivata, gridano NO: un paradosso difficile da ignorare. E questa immagine che loro fanno girare è piena di inesattezze e allarmismi gratuiti. No, non c’è stato nessuno “sconquasso costituzionale” o “manipolazione”. Il quesito originale (approvato a novembre 2025) era generico perché seguiva il modello per le leggi costituzionali ordinarie: citava solo il titolo della legge e la G.U.

Per mesi il fronte del NO (PD & compagnia) ha denunciato un quesito referendario definito “vago”, “ingannevole”, “poco trasparente”. La richiesta era di specificare nel dettaglio quali articoli della Costituzione venissero modificati e da qui è partita la raccolta di oltre 546.000 firme per sollecitare l’intervento della Cassazione e ottenere l’indicazione puntuale dei sette articoli coinvolti — 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110. Lasciamo stare che l’intento era di far slittare il referendum.Ecco, il 6 febbraio 2026 la Cassazione accoglie la richiesta e il giorno successivo, con il DPR del 7 febbraio, il governo ha integrato formalmente il testo del quesito, però le date del voto sono rimaste invariate, cioè 22 e 23 marzo.

Adesso il quesito è cristallino, elenca in modo esplicito cosa cambia: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la creazione di due CSM distinti, una composizione in parte sorteggiata degli organi di autogoverno e l’istituzione di una Corte disciplinare più alta e indipendente. L’impianto è quello della riforma Nordio e la sostanza non è stata modificata, ma solo resa più dettagliata nella formulazione referendaria. Ed è qui che emerge il cortocircuito dei sinistri: dopo che hanno preteso tutta questa trasparenza per smascherare l’“inganno” fantasticato da loro e, ottenuta quella trasparenza dato che al governo c’è Meloni non Renzi o Draghi, adesso i sinistri chiedono di votare contro lo stesso. A questo punto la battaglia sul referendum, visto che tutto era stato cristallizzato, si doveva spostare inevitabilmente sul contenuto: se la separazione delle carriere sia opportuna o meno, se due CSM distinti rafforzino o indeboliscano l’equilibrio, se il sorteggio parziale riduca il peso delle correnti, se una Corte disciplinare autonoma migliori il sistema. Niente, gli stessi truffatori del NO, nonostante abbiano ottenuto la chiarezza, continuano con la falsa propaganda contro la riforma pur di non riconoscerne la sostanza.