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“LA TOMBOLA DEL CSM” È UNA BALLA GROSSA DEGLI AVVOCATI DEL NO

La campagna per il No al referendum del 22-23 marzo 2026 ha trovato il suo slogan da bar: “la tombola del CSM”, con palline rosse e numeri a casaccio per far credere che estraggano un pensionato qualunque a decidere chi diventa procuratore capo o chi va in Cassazione. È una balla grossa come una casa, degli avvocati del no,  una propaganda da quattro soldi che insulta l’intelligenza di chiunque abbia letto mezza riga della riforma.
Non c’è nessuna estrazione tra cittadini a caso. Per i togati – i magistrati veri, i due terzi del Consiglio – si sorteggia tra migliaia di giudici e pm con 10-20 anni di anzianità minima: gente che ha superato concorsi tra i più selettivi d’Europa, che ha scritto migliaia di pagine di motivazioni, che ha subito scrutini periodici. La competenza non sparisce: il sorteggio la rende solo indipendente dalle correnti, dai pacchetti di preferenze e dalle clientele che da decenni avvelenano l’autogoverno della magistratura.
Dire “senza competenze né esperienza” è una menzogna: ignora i requisiti togati già altissimi e finge che i laici arrivino dal nulla.La vera tombola è la narrazione del No: spaventa con un’immagine da sagra paesana invece di spiegare che il sorteggio serve a rompere il potere correntizio (ragione del Sì). Urlare “tombola” senza dire che i sorteggiati sono professionisti provati o pre-selezionati dal Parlamento è disinformazione pura.Il 22-23 marzo non  si vota per affidare la giustizia a un gratta-e-vinci si decide se tenere un autogoverno eletto con i suoi vizi noti o passare a un sorteggio che cambia le regole del gioco, qunidi biosogna scegliere con la testa, non con le palline rosse davanti agli occhi. La riforma si discute coi fatti, non con le favole da tombolata.