Bologna, 3 febbraio 2026 – L’iniziativa promossa da Azione Studentesca – l’organizzazione studentesca legata a Gioventù Nazionale e Fratelli d’Italia – merita un plauso per aver acceso i riflettori su un tema spesso taciuto: l’equilibrio ideologico nelle aule scolastiche, attraverso quel semplice questionario anonimo, distribuito via volantini e QR code, gli studenti sono stati invitati a segnalare casi di “professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni”.
Lungi dall’essere una “schedatura” come accusato da alcuni, si tratta di un sondaggio che mira a promuovere un dibattito sulla neutralità dell’insegnamento, un principio sancito dalla legge italiana, spesso ignorato dai “prof” di sinistra. L’effetto immediato di questa campagna ha portato alla luce dei video in cui decine di insegnanti, soprattutto da Bologna e province limitrofe, si sono pubblicamente dichiarati “di sinistra” – alcuni aggiungendo “molto di sinistra” o “da sempre”. Questo non fa che confermare ciò che molti sospettavano da decenni, una presenza predominante di orientamenti progressisti nel corpo docente, che influenza l’educazione dei giovani in modo non imparziale .
Per questo troviamo lodevole il coraggio di Azione Studentesca nel sfidare lo status quo. In un contesto in cui la scuola dovrebbe essere un luogo di formazione libera e plurale, iniziative come questa stimolano quella riflessione necessaria sull’articolo 3 della legge 107/2015, che impone l’imparzialità nell’insegnamento, e sulle norme sul pubblico impiego che vietano propaganda politica in classe (DPR 416/1974). Se professori di destra avessero lanciato un’analoga campagna, è facile immaginare le reazioni isteriche: denunce, processi e titoli scandalistici sui media mainstream controllati dalla sinisra ed è proprio questo doppio standard evidenzia un’ipocrisia che Azione Studentesca ha abilmente smascherato. Inoltre, non si può ignorare come un’educazione sbilanciata possa contribuire a fenomeni sociali più ampi. Episodi di violenza contro le forze dell’ordine, come aggressioni a poliziotti durante manifestazioni studentesche, potrebbero trovare radici in un indoctrinamento ideologico che privilegia narrative anti-sistema. Senza generalizzare, è chiaro che è neccesario vigilare affinché la scuola non diventi un’arena di proselitismo unilaterale nè di sinistra, nè di destra, preparando invece studenti critici e indipendenti.
Altre storie
Rubata una statuina dal presepe del Santuario del Piratello: la denuncia dell’autore
Addio Lega, nasce Futuro Nazionale: Vannacci lancia il suo partito «sovrano e identitario»
Ordine dei Giornalisti: Silvestro Ramunno, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, lancia l’allarme su riforma e libertà di stampa