Imola, 23 gennaio 2026 – I dati diffusi dal Comune parlano di un turismo in crescita: strutture ricettive quasi quadruplicate dal 2020, pernottamenti in aumento, imposta di soggiorno raddoppiata. Un quadro trionfalistico che dipinge una città in pieno boom, pronta a diventare destinazione turistica internazionale.
Peccato che la realtà di strada sia meno entusiasmante. La Formula 1, principale attrattore internazionale negli ultimi anni, non tornerà a Imola nel 2026. Senza il GP, il picco di maggio – con hotel strapieni e migliaia di turisti stranieri – sparisce. Gli eventi alternativi – WEC, concerti, fiere, iniziative culturali e turismo slow – possono attirare visitatori locali e regionali, ma difficilmente compensano l’indotto del Circus.Il comunicato del Comune insiste sulla diversificazione, sugli investimenti culturali e sulla “destagionalizzazione”, ma il calendario turistico 2026 resta un banco di prova. Se i numeri dei pernottamenti e dell’imposta di soggiorno dovessero rallentare, la narrativa di “città che cambia passo” rischia di diventare solo uno slogan elettorale.
E poi c’è la domanda che molti si pongono ad Imola quasi tutti i giorni: se il turismo è davvero in piena espansione, come mai il commercio in centro città resta in crisi? Negozi chiusi, attività storiche che arrancano, passeggianti sempre meno numerosi. Il divario tra dati trionfalistici e percezione quotidiana dei cittadini mette in luce una verità scomoda: non tutto ciò che brilla nei comunicati comunali si traduce in benefici concreti per chi vive e lavora in città.Il 2026 sarà dunque l’anno della verità. La città dovrà dimostrare se la crescita turistica sia reale e diffusa, o se si trattava di un miraggio sostenuto dalla Formula 1 e da numeri comunicati in vista delle amministrative. La differenza tra propaganda e realtà si misurerà nelle strade, nei negozi e nelle tasche dei cittadini.
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