Era un anno fa, nel contesto delle elezioni regionali, che il sindaco di Jolanda di Savoia – Paolo Pezzolato – scriveva su facebook che “Il presidente Bonaccini, senza alcuna ragione istituzionale, mi telefonò alle ore 9.44 del 20 dicembre scorso dicendomi, fra l’altro, queste testuali parole: ‘Io ieri sera ho parlato con Elisa…dalla telefonata non mi ha detto che si candida con la lista civica della Borgonzoni… se la scelta è quella è chiaro che poi succede qualcosa nei rapporti con voi… te lo volevo dire perché se è così se per caso vinco io come è probabile dopo però non mi cercate più…’ “. Oggi scopriamo da Il Resto del Carlino che Bonaccini risulta indagato in un fascicolo per abuso d’ufficio aperto dalla Procura di Ferrara, ma il governatore dell’Emilia Romagna si dichiara tranquillo: “Esattamente come lo ero un anno fa. Non solo perché ho fiducia nell’azione della magistratura, ma anche perché sono totalmente estraneo ai fatti riportati”. Come diceva qualcuno “ho fiducia nella magistratura” è diventata in Italia una di quelle frasi rassicuranti, da pronunciare per sollevare dalla paura del Maligno, ma dopo tutto quello che abbiamo letto nel libro di Alessando Sallusti, “Il sistema. Potere, politica affari: storia segreta della magistratura” ci viene da chiederci in quale tipo o corrente della magistratura può aver fiducia il nostro Bonaccini per poter essere cosi tranquillo? Più che avere fiducia nella magistratura a noi sembra che il governatore abbia fiducia in un certo modo di fare la giustizia, esemplificata bene nel libro di Sallusti, perché ci viene difficile credere che qualcuno a quel livello possa dire ad un (primo) cittadino “se per caso vinco io come è probabile dopo però non mi cercate più…” e possa stare cosi tranquillo.
Bonaccini indagato, “fiducia nella magistratura” o in un certo modo di fare la giustizia?
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