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Endometriosi nella parete addominale: all’Ausl di Imola operato un caso raro

Il direttore di Chirurgia generale e d'urgenza dell'Ausl di Imola
Una lesione al muscolo retto addominale faceva temere un tumore: l'intervento congiunto di Ginecologia e Chirurgia generale e l'esame istologico hanno invece confermato una forma rara di endometriosi.

Un dolore addominale che durava da tempo e che le terapie non erano riuscite a risolvere, poi una risonanza magnetica con una lesione nella parete addominale e il timore di un tumore. È la vicenda di una donna di circa 40 anni, con un parto cesareo alle spalle, che dopo diversi consulti si è rivolta all’Azienda Usl di Imola. Qui l’esame istologico ha dato la risposta più attesa: non si trattava di un tumore, ma di endometriosi localizzata nella parete addominale, una delle manifestazioni meno frequenti della malattia.

Un intervento a due équipe

La lesione si trovava a livello del muscolo retto addominale. Dopo la valutazione dell’équipe imolese dedicata all’endometriosi è stata decisa l’asportazione. Per posizione e dimensioni l’operazione si presentava articolata ed è stata condotta insieme dalle unità operative di Ostetricia e Ginecologia e di Chirurgia generale, con un percorso operatorio condiviso e pianificato sulle caratteristiche della paziente.

È stata rimossa un’ampia porzione di tessuto e i chirurghi generali hanno poi ricostruito la parete addominale. Il decorso postoperatorio è stato regolare: dopo alcuni giorni la donna è stata dimessa ed è rientrata nella sua regione di residenza. La diagnosi ha permesso di escludere la natura neoplastica della lesione e di individuare una possibile spiegazione dei dolori.

Le voci dei medici

«L’endometriosi può manifestarsi in sedi e con modalità anche molto diverse da quelle più conosciute», spiega il direttore dell’Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ausl di Imola, secondo cui la collaborazione tra specialisti «permette di affrontare anche le forme meno comuni e più complesse della malattia, con un approccio mirato e condiviso».

Michele Masetti, direttore della Uoc di Chirurgia generale e d’urgenza, sottolinea che «di fronte a lesioni di queste dimensioni, la ricostruzione della parete addominale richiede un approccio chirurgico mirato, per garantire alla paziente un recupero funzionale completo». Fino all’esame istologico definitivo, aggiunge, l’intervento va pianificato tenendo conto anche della possibile natura oncologica della lesione: «La stretta collaborazione con i colleghi ginecologi fin dalla fase di programmazione ci ha permesso di offrire alla paziente un unico percorso chirurgico, evitando interventi ripetuti».

L’Ausl ricorda il caso nel contesto dell’«Ottobre Rosa», il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione e sulla salute femminile, richiamando l’attenzione sull’importanza di non trascurare sintomi persistenti e di approfondirli attraverso percorsi specialistici adeguati.

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