Imola, 14 ottobre 2026 – Taglio del nastro e visita guidata per oltre 60 rappresentanti del distretto ceramico italiano, autorità e associazioni di settore. SACMI ha inaugurato ufficialmente il suo nuovo laboratorio ceramico, completamente rinnovato nel 2026: un vero e proprio ecosistema dedicato allo sviluppo di prodotti e processi, una fabbrica pilota dove sperimentare tecnologie e materiali in condizioni industriali reali.
«Con questo nuovo laboratorio vogliamo mettere a disposizione dei clienti un vero luogo di lavoro, sperimentazione e confronto», ha dichiarato Paolo Mongardi, presidente di SACMI. «Il Tiles Lab nasce per lavorare insieme alle aziende, mettendo a sistema tecnologie, competenze, automazione e servizi. È un investimento pensato per accompagnare l’evoluzione dell’industria ceramica a livello globale».
Nel nuovo Tiles Lab sono concentrate le tecnologie più avanzate: dalla formatura Continua+ ad alta produttività alla Deep Digital Line, dai sistemi di visione SACMI-Italvision alla nuova Control Room. Macchine, processo, controllo qualità e dati dialogano lungo tutte le fasi di sviluppo del prodotto. Completano l’impianto le soluzioni robotizzate per il fine linea: scelta, confezionamento e picking di lastre e piastrelle. A chiudere il cerchio c’è il nuovo showroom, dove le tecnologie si trasformano in superfici, materiali ed effetti estetici, e soprattutto il nuovo magazzino automatico, il FlowHub. Qui entrano in scena le soluzioni FlowCARE: veicoli automatici e robot umanoidi per la movimentazione, la preparazione ordini e la gestione coordinata dei flussi dal magazzino fino alle spedizioni.
Ed è proprio su questo punto che nasce la domanda più interessante, SACMI, storica eccellenza dell’industria delle macchine per ceramica italiana, non si limita più a costruire impianti per la produzione di piastrelle: sta introducendo robot umanoidi capaci di muoversi, prelevare e gestire merce all’interno degli stabilimenti. Questi robot umanoidi aiuteranno le persone a trovare lavoro, oppure rischiano di sostituirle?
Da un lato, l’automazione di livello così avanzato può liberare gli operatori dalle mansioni più pesanti, ripetitive e pericolose, creando al tempo stesso nuovi ruoli legati alla programmazione, alla manutenzione, alla supervisione dei sistemi e all’analisi dei dati. In un settore come quello ceramico, dove la competizione globale è fortissima, l’efficienza tecnologica può significare la sopravvivenza delle aziende e, di conseguenza, la tenuta dell’occupazione complessiva. Dall’altro lato, la storia industriale insegna che ogni grande salto tecnologico ridisegna il mercato del lavoro. I robot umanoidi, a differenza dei classici bracci meccanici fissi, sono pensati per adattarsi a ambienti umani e svolgere compiti flessibili. Se da una parte promettono maggiore produttività e sicurezza, dall’altra pongono interrogativi concreti su quanti posti di lavoro “tradizionali” potranno essere preservati e quanti nuovi profili professionali saranno effettivamente richiesti.
Il nuovo laboratorio SACMI non è solo una vetrina tecnologico, ma un laboratorio di futuro e mentre le aziende del distretto ceramico osservano con interesse queste innovazioni, deve restare aperta la questione più umana: se i robot umanoidi diventeranno collaboratori o concorrenti di chi, ancora oggi, costruisce con le proprie mani il successo dell’industria italiana.
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