La Cooperativa Intersettoriale Montana di Sassoleone (Cims), storica realtà delle costruzioni e della manutenzione del verde con sede a Borgo Tossignano e circa 278 dipendenti, ha ufficialmente imboccato la strada del concordato preventivo in continuità aziendale diretta. Con domanda depositata il 7 ottobre 2026 presso il Tribunale di Bologna (ai sensi degli artt. 40 e 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), la cooperativa ha chiesto l’accesso con riserva di presentare proposta, piano e documentazione.
Il Tribunale, con decreto deliberato l’8 ottobre e depositato il 9, ha concesso termine fino all’11 dicembre 2026 per il deposito degli atti e ha nominato Commissario Giudiziale il prof. Paolo Bastia. Con provvedimento dello stesso giorno il giudice ha confermato le misure protettive richieste ai sensi dell’art. 54, comma 2, CCII: per 120 giorni dalla pubblicazione della domanda nel Registro delle imprese (avvenuta il 7 ottobre) i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio, e non può essere aperta la liquidazione giudiziale o coatta amministrativa per insolvenza.
La scelta arriva dopo la composizione negoziata della crisi avviata il 12 maggio 2026. Secondo il comunicato della cooperativa, le trattative nella fase negoziata non si sono concluse nei tempi utili e il concordato in continuità è stato ritenuto “la cornice più efficace e tutelante” per regolare unitariamente la posizione dei creditori sotto vigilanza del Tribunale. Il Consiglio di amministrazione aveva deliberato l’accesso il 21 settembre. L’azienda dichiara di voler proseguire l’attività in capo alla stessa Cims, con riorganizzazione e rifocalizzazione “commisurata all’equilibrio finanziario” e alla capacità produttiva effettiva, e assicura che cantieri e rapporti contrattuali proseguono senza soluzione di continuità sotto la vigilanza del Commissario.
Dove il comunicato ha problemi
Il testo della Cims è redatto in tono rassicurante e autocelebrativo (“tempestivo intervento”, “passaggio significativo”, “concreti miglioramenti operativi”, “portafoglio commesse solido sebbene razionalizzato”, “prospettive reddituali positive nel medio termine”). Queste affermazioni restano prive di qualsiasi quantificazione o elemento verificabile. Non vengono forniti dati su debiti, esposizione finanziaria, perdite, valore residuo del portafoglio ordini, né spiegazioni sulle cause che hanno portato dalla composizione negoziata al ricorso giudiziale.
Il contrasto è netto con i numeri pubblici disponibili: il fatturato è crollato da circa 68 milioni nel 2023 a poco meno di 38 milioni nel 2024 (con utili ridotti a poche decine di migliaia di euro), segnale di un deterioramento significativo della capacità reddituale e di generazione di cassa. La cooperativa non affronta questi elementi.
Sull’occupazione la nota è particolarmente problematica. Afferma che “i rapporti di lavoro proseguono regolarmente”, ma contemporaneamente comunica di aver avviato il confronto con le parti sociali per l’attivazione degli ammortizzatori sociali e di aver partecipato al tavolo di salvaguardia occupazionale in Regione Emilia-Romagna (con l’assessore Giovanni Paglia e le organizzazioni sindacali). Fonti giornalistiche locali (tra cui Il Resto del Carlino) parlano apertamente di 278 dipendenti “destinati alla cassa integrazione” e di “pesante crisi finanziaria”. Il comunicato non chiarisce quante persone saranno interessate dagli ammortizzatori, per quanto tempo, né quali garanzie concrete esistano sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.
Infine, il piano di risanamento non esiste ancora: deve essere depositato entro l’11 dicembre. Fino a quella data le dichiarazioni di “continuità industriale solida” e di “miglior soddisfacimento dei creditori” restano mere intenzioni. La Regione, al tavolo del 2 ottobre, aveva chiesto proprio “chiarezza”, “massima trasparenza” e un piano sostenibile con impegni precisi sulle commesse. Il comunicato non risponde a queste richieste.
In sintesi, il provvedimento del Tribunale di Bologna dà a Cims un quadro procedurale definito e una finestra temporale di protezione fino a inizio febbraio 2027. La vera partita, però, si gioca sul contenuto del piano che dovrà essere presentato entro l’11 dicembre e sulla capacità di tradurre le affermazioni di continuità in numeri e impegni verificabili per creditori, lavoratori e territorio.
Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato stampa diffuso da Cims.
Borgo Tossignano, 12/10/2026
COMUNICATO STAMPA
CIMS sceglie la continuità aziendale: il Tribunale di Bologna concede il termine
per la presentazione della proposta e del piano di concordato preventivo in continuità
e conferma le misure protettive
CIMS – Cooperativa Intersettoriale Montana di Sassoleone s.c. a r.l. (“CIMS” o la
“Cooperativa”) comunica di aver depositato il 7 ottobre 2026, presso il Tribunale di Bologna,
la domanda di accesso al concordato preventivo con riserva di presentare la proposta, il
piano e la relativa documentazione, ai sensi degli artt. 40 e 44 del Codice della crisi d’impresa
e dell’insolvenza (d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, “CCII”).
Con decreto deliberato in camera di consiglio l’8 ottobre 2026 e depositato il 9 ottobre 2026,
il Tribunale di Bologna ha concesso alla Cooperativa termine fino all’11 dicembre 2026 per il
deposito della proposta, del piano e della relativa documentazione. Con lo stesso
provvedimento il Tribunale ha nominato Commissario Giudiziale il prof. dott. Paolo Bastia.
Il tempestivo intervento del Tribunale di Bologna consente alla Cooperativa di proseguire il
percorso intrapreso all’interno di un quadro procedurale definito, sotto la vigilanza degli
organi della procedura. La nomina del prof. dott. Paolo Bastia, professionista di riconosciuta
esperienza e competenza, rappresenta un passaggio significativo in questa nuova fase.
Con decreto del 9 ottobre 2026 il Giudice designato ha inoltre confermato le misure
protettive richieste dalla Cooperativa ai sensi dell’art. 54, comma 2, CCII. Per 120 giorni dalla
pubblicazione della domanda nel Registro delle imprese, avvenuta il 7 ottobre 2026, i
creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio della
Cooperativa o sui beni e diritti con i quali viene esercitata l’attività d’impresa. Nello stesso
periodo non può essere pronunciata sentenza di apertura della liquidazione giudiziale o
dichiarata aperta la procedura di liquidazione coatta amministrativa, fondata sullo stato di
insolvenza della Società.
La Cooperativa intende proporre ai propri creditori un concordato preventivo in continuità
aziendale diretta, nel quale l’attività d’impresa prosegue in capo alla stessa CIMS
La decisione rappresenta l’evoluzione del percorso di composizione negoziata della crisi
(“CNC”), avviato il 12 maggio 2026 con l’assistenza di un esperto indipendente. In questi
mesi la Cooperativa ha condotto un intenso confronto con i propri interlocutori finanziari,
commerciali e istituzionali e ha intrapreso un rigoroso percorso di risanamento. Tale
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percorso ha già prodotto concreti miglioramenti operativi e può contare su un portafoglio
commesse solido, sebbene razionalizzato, e su prospettive reddituali positive nel medio
termine.
Le trattative avviate nella composizione negoziata erano finalizzate alla conclusione di
accordi con i creditori ai sensi dell’art. 23, comma 1, lettere a) e c), CCII. Alla luce
dell’evoluzione delle negoziazioni e dei tempi necessari per completarle, la Cooperativa ha
ritenuto che il concordato preventivo in continuità offra oggi la cornice più efficace e
tutelante per dare stabilità al risanamento. Si tratta di uno strumento giudiziale che
consente di regolare in modo unitario la posizione dei creditori, secondo le regole di voto e
le maggioranze stabilite dalla legge e sotto la vigilanza del Tribunale.
Per tali ragioni il Consiglio di amministrazione, con deliberazione del 21 settembre 2026, ha
deciso di accedere al concordato preventivo in continuità aziendale diretta. La scelta
risponde all’obiettivo di preservare il valore dell’impresa e, per questa via, di assicurare il
miglior soddisfacimento dei creditori e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il nuovo strumento
consentirà inoltre di consolidare i risultati del lavoro svolto nel corso della CNC e di portare a
compimento il piano di risanamento e di rilancio industriale.
Continuità industriale e linee guida del piano
Il passaggio al concordato preventivo in continuità non modifica l’impostazione industriale
del risanamento. Il piano si fonda su un percorso di riorganizzazione e di rifocalizzazione
dell’attività, commisurato all’equilibrio finanziario della Cooperativa e alla sua effettiva
capacità produttiva, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità di lungo periodo e di
valorizzare le competenze storiche di CIMS. La proposta e il piano saranno depositati entro il
termine fissato dal Tribunale.
Il territorio e i lavoratori
In questo contesto la Cooperativa mantiene un dialogo costante con tutti gli interlocutori del
territorio. Dopo numerosi incontri con le organizzazioni sindacali, CIMS ha preso parte al
tavolo di salvaguardia occupazionale convocato dalla Regione Emilia-Romagna, alla presenza
dell’Assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, della Città metropolitana di Bologna, del
Sindaco di Borgo Tossignano, dei rappresentanti del Circondario imolese e delle
organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. Nel corso dell’incontro è stato ribadito l’obiettivo
condiviso di garantire a CIMS un futuro industriale solido, in considerazione del rilievo
occupazionale e sociale che la Cooperativa riveste per il territorio.
I rapporti di lavoro proseguono regolarmente.
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Parallelamente, la Cooperativa ha avviato con le parti sociali il confronto per l’attivazione
degli ammortizzatori sociali. Si tratta di strumenti destinati ad accompagnare la fase di
riorganizzazione e a salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali, in coerenza con il
piano industriale. Il confronto con le organizzazioni sindacali proseguirà in modo costante e
trasparente in tutte le fasi della procedura.
Cantieri, committenti e fornitori
L’attività operativa della Cooperativa prosegue senza soluzione di continuità e la gestione
dell’impresa resta affidata ai suoi organi, sotto la vigilanza del Commissario Giudiziale. I
cantieri in corso restano presidiati dalle squadre e dalle strutture tecniche di CIMS, con
l’obiettivo di rispettare i programmi lavori e gli standard di qualità e di sicurezza concordati
con i committenti. La Cooperativa ringrazia committenti, clienti, fornitori e partner per la
fiducia accordata e conferma la volontà di proseguire con loro una collaborazione fondata
sulla trasparenza. Il quadro normativo, rafforzato dalla conferma delle misure protettive,
tutela la regolare prosecuzione dei rapporti contrattuali.
CIMS fornirà aggiornamenti sui successivi passaggi della procedura, nel rispetto della
disciplina applicabile e del ruolo degli organi della procedura.
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