TuttoImola.it

Sito di informazione, opinione, satira e cultura da Imola, Romagna e Area Metropolitana

Il Comune di Imola annuncia due incontri pubblici sul nuovo centro di raccolta in zona industriale, in sostituzione della stazione ecologica di via Brenta.

Il confronto c’è, sulla carta. L’esperienza insegna però che, con questa giunta di centrosinistra, il confronto spesso resta un passaggio di facciata: si ascolta, si verbalizza, poi si procede come già deciso. Per questo i cittadini farebbero bene a esserci, e a esserci in modo incisivo.

Lunedì 12 ottobre, alle 17, la commissione consiliare Urbanistica/Ambiente discute il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) predisposto da Hera nella sala del Consiglio comunale. Martedì 13 ottobre, alle 20, il secondo incontro è aperto alla città al Centro sociale La Stalla, in via Serraglio 20B. Presenti la vicesindaca Elisa Spada e i tecnici di Comune e Hera. Dopo gli incontri, il Comune promette una sezione dedicata sul sito istituzionale.

La nuova struttura dovrebbe sorgere in via Rimesse, in area già urbanizzata e adiacente all’impianto attuale. L’obiettivo dichiarato è sostituire il centro di via Brenta, costruito su un’area privata il cui contratto di locazione non è più rinnovabile. Il Comune dice di aver cercato un’area stabile nel tempo, con più spazio per le quantità e le tipologie di rifiuti conferibili, percorsi più sicuri, oltre 2.000 metri quadrati di verde e un impianto fotovoltaico. Il punto di riferimento per i cittadini resterebbe, almeno sulla carta, riconoscibile e accessibile.
Il percorso amministrativo è già scritto: discussione e approvazione del DIP in Giunta, poi il progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) elaborato da Hera e, una volta consegnato, approvazione in Consiglio comunale. Gli incontri servono, secondo il comunicato dell’8 ottobre, a «condividere» il documento con la comunità prima dell’avvio degli iter di legge.
È proprio qui che il discorso si fa politico. Parlare di confronto prima che Giunta e Consiglio chiudano i passaggi formali è corretto. Ma a Imola, sotto questa amministrazione Pd, il copione è ricorrente: si convocano i cittadini, si illustra una proposta già impostata dal gestore e dagli uffici, si raccolgono osservazioni e poi il provvedimento arriva in aula sostanzialmente invariato. Il DIP è di Hera. La sede è già individuata. I criteri — efficienza gestionale, logistica, continuità del servizio — sono già fissati. Resta da capire quanto spazio reale resti per chi contesta ubicazione, traffico, rumore, orari o la qualità del verde promesso.
Via Rimesse non è un foglio bianco. È zona industriale, accanto a un impianto che i residenti e chi ci lavora già conoscono. Spostare il centro di poche decine di metri, su un’area di proprietà pubblica e con più metri quadrati, può essere una scelta sensata rispetto a un affitto scaduto. Può anche diventare l’occasione per blindare un assetto deciso altrove, presentandolo come l’unica opzione ragionevole.

Per questo i due appuntamenti non vanno lasciati ai soli addetti, lunedì in commissione e martedì alla Stalla è il momento in cui chiedere documenti, alternative scartate, tempi, costi a carico della tariffa e garanzie su viabilità e impatto. Non bastano le domande di rito. Servono presenze, osservazioni scritte e la pretesa che quanto detto in sala entri davvero nel PFTE, non solo nel verbale. Altrimenti, ancora una volta, il confronto sarà servito a legittimare una decisione già presa.