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Sicurezza a Imola, tante priorità ma poche risposte concrete

Si è riunito ieri, 6 ottobre 2026, dalle 11.30 alle 13.00 nella sede del Comune di Imola, il Tavolo per l’Ordine Pubblico dedicato al presidio del territorio e alla sicurezza del Nuovo Circondario Imolese.Secondo il comunicato del Comune, erano presenti il prefetto di Bologna Enrico Ricci, il questore Gaetano Bonaccorso, il sindaco di Imola e presidente del Circondario Marco Panieri, i vertici provinciali e territoriali delle Forze dell’Ordine, i comandanti della Polizia Locale, la consigliera delegata della Città Metropolitana Simona Larghetti, il direttore generale del Circondario Sergio Maccagnani e i sindaci dei dieci Comuni del territorio.

Dal comunicato risulta che i temi affrontati sono stati: sicurezza stradale, prevenzione delle truffe, contrasto alle devianze giovanili, prevenzione delle infiltrazioni criminali e rafforzamento dei presidi presso le stazioni ferroviarie. Particolare attenzione sarebbe stata dedicata anche alla tutela delle donne, alla prevenzione delle frodi (soprattutto ai danni degli anziani) e alla gestione del disagio giovanile e delle dipendenze, con il coinvolgimento di famiglie, scuola e servizi sanitari e sociali.Sul fronte del presidio urbano il Comune parla di un ulteriore potenziamento della videosorveglianza, di strumenti di coordinamento sovracomunale e di investimenti nell’innovazione tecnologica. La sicurezza stradale è indicata come priorità strategica «alla luce dell’aumento dei sinistri».Ed è proprio qui che il comunicato lascia aperti diversi interrogativi.
Se l’aumento degli incidenti stradali viene presentato come una delle principali criticità, non vengono forniti i numeri (quanti sinistri, in quali tratti, con quale trend rispetto agli anni precedenti) né vengono indicate le «nuove iniziative» di cui si parla.

Lo stesso vale per il rafforzamento dei presidi nelle stazioni ferroviarie: non si sa con quali risorse, con quale personale aggiuntivo e con quali modalità operative.
Anche sul potenziamento della videosorveglianza mancano del tutto indicazioni su quanti nuovi impianti, in quali zone e con quali tempi di realizzazione.In sintesi, il comunicato del Comune elenca un ampio ventaglio di priorità – sicurezza stradale, truffe, stazioni, videosorveglianza, disagio giovanile, tutela delle donne e infiltrazioni criminali – ma non fornisce alcun dato concreto né alcun impegno misurabile.Il prefetto Enrico Ricci ha dichiarato che «la sicurezza del territorio si fonda su una collaborazione costante tra istituzioni, Forze dell’ordine e amministrazioni locali», sottolineando l’attenzione alla prevenzione dei reati, alla tutela delle persone più vulnerabili e alla sicurezza stradale.

Il sindaco Marco Panieri ha ribadito la volontà dei Comuni di «investire nella prevenzione, nelle tecnologie come la videosorveglianza e nel presidio dei luoghi nevralgici». La riunione, dunque, mette sul tavolo molti temi, ma con questi peroonaggi resta da capire quali di queste priorità si tradurranno in interventi concreti, quantificabili e verificabili, soprattutto su incidenti stradali, sicurezza delle stazioni e controllo del territorio.