Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Lista civica Imola in Comune – Paola Lanzon sindaca
Lista civica “Imola in Comune – Paola Lanzon sindaca”: presentata la squadra. E la verità su Ortignola che nessuno ha voluto raccontare.
Una lista civica vera, fatta di persone diverse per età, esperienze e sensibilità, ma unite da un obiettivo comune: rimettere al centro l’interesse di Imola. È questo il senso della presentazione tenuta ieri all’Hotel Olimpia, dove Paola Lanzon e i candidati della lista “Imola in Comune – Paola Lanzon sindaca” hanno illustrato alla città il proprio percorso politico e amministrativo.
Una lista civica indipendente, non un’operazione di partito
La lista nasce come progetto civico autonomo: Paola Lanzon ha scelto di costruire questa proposta prima di ogni altro accordo, mettendo insieme esperienze civiche, sociali, sportive e amministrative. Solo successivamente è arrivato un appoggio esterno della Lega, che si traduce nella presenza di due candidati su diciotto. Non si tratta dunque di una lista di partito mascherata, ma di un progetto radicato sul territorio che la Lega ha deciso di sostenere dall’esterno, rifiutando di partecipare a quello che alcuni considerano “un copione già scritto”. Il cuore della proposta resta Imola, non gli equilibri romani.
I candidati e la presentazione
A introdurre i candidati è stato Armando Martignani, portavoce del coordinamento dei comitati sul quadruplicamento della ferrovia, che ha richiamato la volontà comune di combattere i soprusi e un sistema che a Imola fa acqua. Martignani ha sottolineato la ricchezza di una squadra “libera e non di soldatini”, capace di mettere insieme competenze diverse per il bene comune.
Tra i più giovani sono intervenuti Alessia Nicolazzo, Giulia Riccò, Sofia Galassi ed Enrico Sedioli, che hanno parlato di servizi per i più fragili, di una città più attenta ai giovani e di una nuova attenzione a transizione digitale, cultura e sicurezza urbana.
Il caso Ortignola: non una questione personale, ma un metodo da cambiare
Nel suo intervento, Paola Lanzon ha voluto chiarire un punto con forza: la sua candidatura non nasce per trasformare una vertenza in un’operazione politica, ma per proporre un modo diverso di governare Imola. Per questo ha scelto di affrontare pubblicamente anche la vicenda Ortignola, tema che negli ultimi anni è stato spesso riaperto da altri e usato come pretesto di scontro, e che Lanzon ha invece riportato al suo significato più profondo: mostrare come a Imola serva un metodo nuovo, più chiaro, più trasparente e meno prigioniero di logiche opache.
La vicenda dell’impianto Ortignola non è una questione personale. È, al contrario, il caso emblematico di come l’attuale amministrazione stia scegliendo – con evidenza ormai cristallina – di non tutelare un bene pubblico.
Di fronte a un impianto ammalorato, certificato da una perizia del Tribunale, il Comune:
non chiede i danni a chi li ha provocati;
non attiva le garanzie previste dalla concessione;
non interviene nei confronti del concessionario e del costruttore;
non applica le penali per il mancato collaudo tecnico-amministrativo, che superano il milione di euro.
Si tratta di scelte precise, non di errori amministrativi. Scelte che producono un danno concreto: per il Comune, per i cittadini, per i lavoratori, per gli operatori sportivi e per tutte le famiglie che frequentano l’impianto.
È legittimo allora chiedersi: perché?
Perché si preferisce non tutelare l’interesse pubblico pur di sostenere una “parte”? Perché si accetta di lasciare inesercitate tutte le tutele previste dalla concessione e dal codice dei contratti?
La telefonata dell’ex sindaco Manca agli atti: un fatto, non un’opinione
Durante la conferenza stampa di ieri, l’avvocato Travaglia ha richiamato un elemento già acquisito agli atti di causa e di rilevanza politica dirompente: una registrazione telefonica in cui l’ex sindaco di Imola Daniele Manca fa riferimento a richieste ricevute con un obiettivo estremamente chiaro: ridimensionare, se non azzerare, la presenza della UISP e di ciò che rappresenta sul territorio imolese e fondere la gestione dei due impianti natatori. Richieste che vennero rispedite al mittente. Quando la qualità delle persone fa la differenza.
All’epoca, quell’impostazione non prevalse.
Oggi, però, le scelte amministrative sembrano andare in una direzione diversa. Ed è difficile non cogliere una coerenza tra quell’impostazione e quanto sta accadendo.
Questo è il punto politico vero: se tutto ciò che è scritto nelle concessioni – dalla continuità del servizio pubblico, alla realizzazione a regola d’arte dell’opera, fino alle penali e alle garanzie – diventa carta straccia, allora il problema non è più solo Ortignola.
Il problema è il modello.
Un modello in cui:
fare impresa diventa impossibile se non si è graditi al sistema;
il Comune rischia danni erariali certificabili;
la fiducia dei cittadini nelle istituzioni viene minata alla base.
È davvero questa la “buona amministrazione” di cui ci si vanta?
Una scelta chiara per Imola
La lista “Imola in Comune” si presenta quindi come una squadra che non vuole dividere la città in tifoserie, ma costruire una proposta concreta su servizi, qualità della vita, giovani, sicurezza, ambiente, sport e sviluppo equilibrato.
Nei prossimi giorni verranno presentati in modo più approfondito programma e candidati, con l’obiettivo di offrire agli imolesi una scelta chiara: una città governata nell’interesse di tutti, non di pochi.
Una città dove le concessioni pubbliche vengono rispettate, dove chi sbaglia paga, dove l’amministrazione tutela il bene comune invece di difendere posizioni politiche.
Una città dove la trasparenza non è uno slogan, ma un metodo di governo.
Lista civica “Imola in Comune – Paola Lanzon sindaca”
Imola, 30 aprile 2026
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