13 febbraio 2026 – Fratelli d’Italia ha intensificato gli attacchi contro Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui diritti umani nei territori palestinesi occupati.
Deputati come Sara Kelany, Francesco Filini e Galeazzo Bignami l’hanno accusata ripetutamente di antisemitismo, faziosità e vicinanza a posizioni vicine al terrorismo. Oggi, il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha lanciato una petizione online per chiederne le dimissioni, con un post pubblico in cui dichiara: «Francesca Albanese ha superato ogni limite. Mandiamola a casa. Firma la petizione di Fratelli d’Italia».
La campagna si lega a dichiarazioni di Albanese considerate estreme dal partito (es. sul conflitto israelo-palestinese e episodi come il blitz a La Stampa), e si inserisce in una strategia più ampia che include interrogazioni parlamentari e richieste di revoca di onorificenze (come la cittadinanza onoraria a Bologna, duramente criticata da Bignami come “vergogna”), ma ci chiediamo se questa linea fortemente filo-israeliana e atlantista di Fratelli d’Italia non rischi di allontanare elettori moderati, giovani e sensibili alle questioni umanitarie, in un’opinione pubblica europea – e italiana in particolare – sempre più critica verso le politiche israeliane in Medio Oriente: non si può ignorare il bilancio drammatico di oltre 72.000 vittime a Gaza (secondo il Ministero della Salute palestinese, confermato in parte anche da fonti israeliane a gennaio 2026), con decine di migliaia di civili, inclusi bambini, e una crisi umanitaria che ha spostato l’opinione pubblica verso posizioni più equilibrate o pro-palestinesi.
Sondaggi recenti (come quelli di YouTrend e altri del 2025) mostrano infatti che una larga maggioranza degli italiani considera sproporzionata la reazione israeliana, con percentuali significative che parlano di “genocidio” o criticano duramente le operazioni militari.
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