A Imola, come in tante altre città italiane, attraversare sulle strisce pedonali è diventata una vera impresa. Chi guida rallenta raramente, si ferma quasi mai e, quando lo fa, spesso è solo all’ultimo metro, con frenate brusche che fanno sobbalzare il pedone sul marciapiede.
Negli ultimi anni, la città ha registrato diversi incidenti gravi proprio sulle “zebre”: Via Pirandello (2019) – una donna di 67 anni investita mentre attraversava con la bicicletta; Via Pisacane (2025)- un pedone travolto da una moto di grossa cilindrata, finito in prognosi riservata. Altri episodi recenti, in zone centrali e periferiche, hanno confermato lo stesso schema: auto o moto che non cedono il passo, mettendo a rischio pedoni di tutte le età. Il problema non è solo locale.
Nel 2025, secondo l’Osservatorio Pedoni ASAPS-Sapidata, sono morti 434 pedoni sulle strade italiane (dato provvisorio), circa 200 dei quali proprio sulle strisce, il luogo che dovrebbe essere il più sicuro. Una media di un pedone ogni due giorni muore dove per legge dovrebbe avere precedenza assoluta. Un test di Quattroruote del gennaio 2026 ha evidenziato dati preoccupanti: a Roma (via Appia Nuova), Milano e Bologna, solo il 10% degli automobilisti si ferma quando il pedone inizia ad attraversare e appena il 4% se il pedone è sul marciapiede ma manifesta l’intenzione di passare. Altre rilevazioni recenti confermano che 7-9 auto su 10 ignorano le strisce, con la pericolosa mentalità: “se il pedone non è già in mezzo, io non mi fermo”.
Le cause? Controlli insufficienti, multe elevate raramente (da 167 a 665 euro più 8 punti) e distrazioni dovute a telefoni o navigazione. Il traffico poi aumenta la pressione: chi è dietro suona, chi è davanti accelera per non “perdere tempo”. Il risultato è che il pedone deve “imporsi” con lo sguardo e il passo deciso, rischiando ad ogni attraversamento. Gli anziani, i bambini e chi ha difficoltà motorie pagano il prezzo più alto.
Il Codice della Strada (art. 191) stabilisce chiaramente che il conducente deve dare la precedenza ai pedoni sulle strisce o a chi sta per impegnarle. Ma in Italia e a Imola, per troppi guidatori, quell’articolo resta solo inchiostro su carta, e le strisce rimangono solo una pittura bianca sull’asfalto.
Altre storie
Imola, il Nuovo Circondario Imolese torna operativo all’Osservanza
Giorno del Ricordo, Vacchi: “Riportare al cuore una verità troppo a lungo taciuta”
Quando la casa svanisce: la disperazione può portare a gesti estremi