Nella puntata di giovedì 29 gennaio 2026, Striscia la Notizia (Canale 5) ha dedicato un servizio intenso e provocatorio a un tema raramente affrontato in prima serata: la violenza domestica subita dagli uomini da parte di donne. L’inchiesta, firmata dall’inviata Rajae Bezzaz, si intitola “Anche gli uomini sono vittima di violenza” e dura circa 5 minuti, disponibile integralmente su Mediaset Infinity e sul sito ufficiale del programma.Il servizio parte da una premessa netta e condivisa: “Tenere alta l’attenzione sulla piaga dei femminicidi e della violenza di genere è un dovere”.
Rajae Bezzaz non nega né sminuisce la gravità del problema che colpisce le donne, ribadendo la necessità di denunciare e combattere ogni forma di abuso maschile verso le donne. Ma introduce subito il punto dolente: esiste “un altro volto del maltrattamento domestico di cui non si parla mai”.Al centro del reportage c’è la storia drammatica di Giuseppe, un uomo che ha vissuto un vero e proprio inferno familiare. La sua ex partner lo ha sfigurato con l’acido, provocandogli lesioni permanenti e devastanti al volto. Non è finita lì: la stessa donna ha tentato più volte di strangolarlo, in episodi di violenza estrema che hanno messo a rischio la sua vita. Il servizio sottolinea che non si tratta di un caso isolato: “E non è l’unica vicenda drammatica”, afferma la narrazione, lasciando intendere che altre storie simili emergono, ma rimangono nell’ombra mediatica e sociale.Con lo stile diretto e investigativo tipico di Striscia, Rajae Bezzaz usa la testimonianza di Giuseppe per far emergere un disagio sommerso: la violenza domestica non ha un genere univoco. Gli abusi fisici, psicologici e tentati omicidi possono colpire anche gli uomini, eppure il dibattito pubblico, le campagne di sensibilizzazione, i centri antiviolenza e le associazioni sembrano concentrarsi quasi esclusivamente sulle vittime femminili.
La chiusura è una domanda aperta e tagliente rivolta direttamente agli spettatori (e, per estensione, alle istituzioni): “Ma le istituzioni e le associazioni, secondo voi, proteggono anche gli uomini?”
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