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Eutanasia – Donna ritira il consenso, ma viene uccisa lo stesso

Siamo arrivati a questo punto. Un caso reale, documentato in un rapporto ufficiale del MAiD Death Review Committee dell’Ontario relativo al periodo 2025-2026 e discusso pubblicamente all’inizio del 2026, sta riaccendendo in modo drammatico il dibattito sull’eutanasia in Canada. Non si tratta più di ipotesi o scenari teorici: è successo davvero.

La vicenda riguarda una donna di oltre ottant’anni, in gravi condizioni dopo un intervento al cuore e seguita con cure palliative a domicilio. In un primo momento aveva richiesto il MAiD,cioè assistenza medica alla morte (eutanasia) ma durante l’incontro con il primo assessore aveva cambiato idea in modo chiaro e documentato, ritirando la richiesta per motivi personali e religiosi. Aveva chiesto il trasferimento in hospice e, se necessario, la sedazione palliativa, esprimendo la volontà di arrivare alla fine naturale della vita.

Il marito, anch’egli anziano, era però in una condizione di forte esaurimento, un grave “caregiver burnout” annotato dai medici. Proprio per questo il medico palliativista aveva richiesto un ricovero in hospice, che è stato rifiutato quasi immediatamente per mancanza di posti. Il giorno successivo è stato il marito a contattare nuovamente il servizio MAiD, chiedendo una valutazione urgente. Un secondo assessore ha approvato la procedura. Il primo assessore, che aveva registrato il ritiro del consenso, ha tentato di bloccare tutto segnalando la fretta sospetta, il cambio improvviso di decisione e il rischio evidente di influenza esterna dovuta allo stato di esaurimento del coniuge. Le sue obiezioni sono state ignorate in nome di una presunta urgenza clinica. Un terzo assessore, consultato in videochiamata, ha dato il via libera definitivo. La donna è stata eutanasizzata la sera stessa, nel giro di meno di 48 ore dalla richiesta del marito.

Quando il sistema sanitario rifiuta cure palliative dignitose agli anziani, ma accelera la morte letale perché un familiare è “troppo stanco”, non stiamo più parlando di autonomia personale o di libera scelta: stiamo parlando di omicidio legalizzato. È questo che alcuni vogliono in Italia?