La Piscina Ortignola sta battendo ogni record di permanenza subacquea giudiziaria. Dopo aver visto la PEC che gira tra i consiglieri come un volantino elettorale bagnato, siamo ironicamente convinti che Paola Lanzon potrebbe sostenere il SÌ al referendum sulla separazione delle carriere…
Si tratta di una missiva, inviata da DEAI S.r.l. tramite un avvocato cassazionista qualche giorno fa, che è stata recapitata con garbo istituzionale a assessori e vari “spettabili” e solleva – con la delicatezza di un tuffo carpiato da tre metri – dubbi su rapporti societari che sembrano un rompicapo enigmistico, flussi di denaro che appaiono e scompaiono come per magia e contributi pubblici da oltre 3 milioni di euro che, secondo il mittente, meriterebbero almeno un’occhiata più attenta.
Al centro della scena c’è Paola Lanzon, amministratrice unica di DEAI S.r.l., società che gestisce la piscina comunale di Imola, e figura nota nella vita pubblica e politica locale. Da anni Lanzon è coinvolta in contenziosi sulla manutenzione e gestione della struttura, e ora di nuovo si ritrovrà sotto i riflettori per questa segnalazione formale.
Va precisato che si tratta, al momento, di affermazioni contenute in una segnalazione formale e che non equivalgono ad accertamenti, né a valutazioni definitive delle autorità competenti. Per adesso nessuna irregolarità è stata confermata, né risultano provvedimenti giudiziari o amministrativi conclusivi. Ma secondo noi la morale è questa: In Italia le piscine pubbliche durano di più in tribunale che in manutenzione straordinaria e certe comunicazioni “esplosive” che girano in sordina sui canali “che dicono quello che gli altri non dicono” finiscono per somigliare a petardi bagnati, cioè fanno rumore, ma alla fine il bagnino (il giudice) deciderà chi resta in vasca.
Nel frattempo, se passate da Ortignola, godetevi la nuotata, almeno l’acqua è reale, le sentenze pure, e le PEC… beh, quelle per adesso sono opinioni in formato raccomandata. Adesso Lanzon, non più nel PD, non potrà limitarsi a dire, come fanno spesso gli esponenti di quel partito, “ho fiducia nella magistratura”, ma potrà votare SÌ al referendum, così che, quando arriverà in Cassazione, non dovrà nuotare contro certi correnti…
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