Dal 10 febbraio 2026 arriva su Netflix Motorvalley, miniserie in sei episodi prodotta da Groenlandia con il sostegno dell’Emilia-Romagna Film Commission.
La serie è diretta da Matteo Rovere (già regista di Veloce come il vento), insieme a Pippo Mezzapesa e Lyda Patitucci, e vede come protagonisti Luca Argentero, Giulia Michelini e Caterina Forza. Argentero interpreta Arturo, ex pilota in crisi; Michelini è Elena, erede determinata a difendere la scuderia di famiglia; Forza veste i panni di Blu, giovane pilota ribelle. Completano il cast Giovanna Mezzogiorno, Alberto Naska e Simone Tonoli.
La trama intreccia tre vite segnate da fallimenti personali e professionali, unite dalla ricerca di riscatto nel Campionato Italiano GT. Le riprese, effettuate nel 2024, hanno coinvolto Imola – tra autodromo e città – oltre ai circuiti di Mugello, Monza e Vallelunga, rendendo il territorio un vero coprotagonista della serie.
Il trailer ufficiale ha superato in pochi giorni le 475 mila visualizzazioni su YouTube, scatenando reazioni contrastanti. Molti spettatori hanno segnalato un forte déjà-vu con Veloce come il vento, parlando di «clone», «2.0» o di «stessa storia e stesso regista»: per alcuni un’evoluzione in formato seriale, per altri una «fotocopia sbiadita».
Non sono mancate le ironie a sfondo territoriale – da «Fast & Furious: Bologna Drift» a «Fast & Piadina» fino a «Mortadella Drift» – né le polemiche sull’accento romagnolo di Luca Argentero, giudicato da qualcuno «inascoltabile», ma difeso da altri come segno di autenticità: «Finalmente non napoletano o romano».
Più cauti gli appassionati di motorsport, divisi tra chi teme una rappresentazione stereotipata delle corse («ridicolizza il motorsport», «Gran Turismo versione Wish») e chi preferisce concedere alla serie il beneficio del dubbio.
Tra critiche e meme, Motorvalley porta comunque Imola e la Motor Valley su una piattaforma globale. Il verdetto finale spetterà al pubblico: dal 10 febbraio, cinture allacciate. Per il territorio, intanto, è già un’accelerata vincente.
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