BOLOGNA – Un nuovo anno è iniziato, ma per gli agenti della Polizia di Stato in servizio nella provincia di Bologna un vecchio, annoso problema resta irrisolto: i buoni pasto elettronici continuano a non arrivare. A lanciare l’ennesimo grido di allarme è il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) di Bologna, con un comunicato ufficiale a firma del segretario provinciale Tonino Guglielmi, che descrive una situazione di disservizio “persistente e inaccettabile”.
Secondo quanto denunciato, il personale aspetta da mesi l’accredito dei Buoni Pasto Elettronici maturati a partire da luglio 2025. Un ritardo che prosegue nonostante le segnalazioni già avanzate dal sindacato nell’ottobre scorso, quando si era parlato di un sistema “farraginoso e anacronistico”. Il meccanismo prevede il cambio della ditta fornitrice ogni due anni: siamo ormai al quarto passaggio dall’introduzione dei buoni digitali, eppure le criticità non si risolvono.
“Quel ticket è un diritto conquistato dopo anni di battaglie – ricorda il SAP – e non può essere calpestato in questo modo”. Un diritto che si trasforma in un labirinto burocratico, con disagi quotidiani per chi è in servizio.
Da tempo il sindacato porta avanti due richieste precise: aumentare il valore del buono per adeguarlo al carovita e, soprattutto, erogare l’importo direttamente in busta paga. Una soluzione considerata semplice e moderna, che eliminerebbe code, attese e intermediari. “Queste proposte sono state ribadite in tutte le sedi – sottolinea il comunicato – ma le battaglie sindacali richiedono tempo e spesso incontrano resistenze”.
Il tono della nota si fa amaro e sarcastico verso la fine. Il SAP ironizza sui “proclami di interventi risolutivi” ascoltati in passato, che poi non hanno prodotto alcun risultato concreto. “Sarà stato forse uno specchietto per le allodole?”, si chiede retoricamente il segretario Guglielmi, lasciando trasparire tutta la frustrazione per promesse non mantenute.
Il problema dei buoni pasto in ritardo non è isolato, ma a Bologna raggiunge livelli particolarmente gravi e cronici, alimentando il malcontento tra le forze dell’ordine. Il sindacato annuncia che non mollerà la presa: la battaglia per una soluzione definitiva, possibilmente quella dell’accredito in busta paga, continua.
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