Il recupero dei 200mila euro sottratti tra il 2022 e il 2023 dalle casse di Area Blu non chiude la vicenda di peculato che ha coinvolto la società partecipata del Comune di Imola. A sostenerlo è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Simone Carapia, che interviene dopo l’annuncio del sindaco Marco Panieri, il quale in consiglio comunale ha comunicato la restituzione delle somme e il riconoscimento di un risarcimento per i danni subiti da Area Blu e dal Comune.
Secondo Carapia, la restituzione del denaro non può essere considerata la parola “fine”, perché la vicenda potrà dirsi conclusa solo con l’emissione della sentenza del processo penale in corso. Il consigliere ricorda che il reato di peculato è punito con pene severe, fino a dieci anni di reclusione, e che la restituzione potrebbe essere funzionale a un patteggiamento e a una conseguente riduzione della pena. A suo avviso, il fatto che l’imputato abbia restituito quanto sottratto non elimina le responsabilità, né cancella i costi legali sostenuti da Area Blu e dal Comune di Imola, coperti con ulteriori risorse pubbliche.
Carapia sottolinea inoltre che, pur parlando di una dichiarazione di piena ed esclusiva colpevolezza, il reato di peculato non è necessariamente esclusivo e può coinvolgere anche soggetti terzi. Restano quindi aperti numerosi interrogativi sulle procedure di controllo della società, sulla vigilanza interna e sulle responsabilità politiche dell’amministrazione comunale, che secondo l’esponente di Fratelli d’Italia non ha reso tempestivamente pubblica la vicenda.
“La restituzione dei 200mila euro è un fatto positivo – conclude Carapia – ma solo una sentenza potrà chiarire come si è svolta realmente l’intera vicenda e se Area Blu sia stata gestita secondo criteri adeguati di trasparenza ed efficienza”.
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