L’ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, oggi leader di Azione, ha attaccato le prescrizioni del governo giallorosso contenute nel decreto legge presentato ieri in grande ritardo e il tono di Giuseppe Conte:
“Mai commentato un DPCM. Inizio oggi. Prescrizioni barocche e assurde. Il tono paternalistico di Giuseppe Conte è poco serio. La mancanza di autorevolezza e efficacia di questo Governo imbarazzante. Sostenere che non ci sono alternative equivale a condannare l’Italia allo sbando” ha scritto oggi su facebook Calenda.
Poi, ha aggiunto: “In tutta questa situazione esiste una grave responsabilità del Partito Democratico. Mandare avanti Renzi per vedere come butta, non è una strategia degna di un grande partito, così come non lo è vivacchiare sperando di cavarsela. Il silenzio dei riformisti del PD è imbarazzante. Coraggio!”
Anche Mara Mucci professionista nel campo della digitalizzazione, ex-parlamentare M5S ed attuale esponente locale ad Imola del partito di Calenda, condivide il pensiero dell’europarlamentare sulle prescrizioni di Conte, aggiungendo che “Ormai i cittadini sono disorientati. Messaggi contrastanti, e regole che cambiano dall’oggi al domani”.
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