Panieri ha ufficialmente dato il via alla sua campagna elettorale per le elezioni comunali del 24-25 maggio 2026. Ieri mattina, ha inaugurato la nuova sede del suo comitato elettorale in via Emilia, nella Piazzetta dell’Orologio.
La scelta della sede fa sicuramente parte di una strategia, quella di far vedere ai cittadini che il centro non è vuoto e così lo spazio sfitto è stato riempito almeno per il periodo dell’”incantesimo” elettorale. La scelta dello spazio sulla via Emilia ha avuto anche il ruolo di fare sembrare che ieri fossero presenti molte persone oltre ai soliti dipendenti del Comune, del Conami, partecipate, vari centri asociali o centri “antiviolenza”, mentre la gente passava nella zona.
Grazie alla telecamera del Comune, la sede sarà sorvegliata gratuitamente, quindi non avrà bisogno di impegnare degli “street tutor” per evitare che qualcuno imbratti o faccia i propri bisogni sulla vetrina dove sono state piazzate due locandine con il suo faccino, senza il simbolo del PD, e questo per un candidato come lui dice tanto: ha paura del simbolo del PD. Ma, questa è la solita vecchia tattica del centrosinistra di provincia, di personalizzare al massimo il candidato per nascondere il partito quando il partito è debole e soprattutto impopolare. Sa che da solo con il PD rischierebbe di perdere pezzi di elettorato, quindi meglio nascondere la polvere sotto il tappeto quando arriva la gente a votare. Il PD a livello nazionale e anche regionale è un marchio che in tanti posti puzza di zolfo per una fetta di elettorato moderato.
Sa benissimo che il risultato del referendum sulla (in)giustizia, dove ha vinto il NO perché qualcuno ha manipolato l’algoritmo di TikTok per i giovani che nemmeno conoscono la Costituzione e l’hanno difesa soltanto per gli interessi del centrosinistra, non gli garantisce i voti per vincere come vorrebbe per fare lo splendido. Non a caso già da quel momento cominciava a parlare del fatto che “ogni voto conta” e ieri, tra uno slogan e una lacrimuccia, già metteva le mani avanti con il “ma niente è scontato” e su questo siamo d’accordo, visto che il PD non è la prima volta che è stato sconfitto anche per merito nostro, anche se sono in pochi a riconoscerlo.
Ovvio, non sarà una partita facile per gli altri candidati, che non potranno garantire a nessuno l’abbassamento della velocità sulla via Emilia, quindi per loro le sponsorizzazioni non basterebbero per permettersi qualche spin doctor, ma se saranno attenti potranno far vedere all’elettorato che Panieri non è autentico, ma un personaggio costruito, perché c’è ancora quella parte dell’elettorato che né il PD né lui hanno intercettato.
Quell’elettorato che si ricorda come nel 2020, in piena campagna elettorale, Panieri parlava del nemico da sconfiggere e non da un avversario da sconfiggere e oggi, nel 2026, guarda caso parla di una candidatura “non contro qualcuno o qualcosa”. Pascale parlava di lui come di uno dei migliori amministratori che il centrosinistra abbia in Emilia-Romagna e non solo (quindi capirete che disastro c’è in giro) e che “c’è molto affetto nei suoi confronti”, ma ne siamo proprio sicuri… dopo tutte quelle 16.000 multe?
Comunque noi faremo molta attenzione alla sua campagna elettorale perché vorremmo capire le tattiche che metterà questa volta in campo, tanto lo sappiamo benissimo che “buona parte degli elettori decide tra venerdì e domenica”, come disse il suo spin doctor. Vi vogliamo dare un consiglo: se non lo votate, non interagite neanche con i suoi social o con i post di chi lo sostiene, poiché lui è molto portato a querelare i cittadini comuni e non sopporta alcuna critica nei suoi confronti, alcun accostamento, nemmeno politico, sulla vicenda dell’Area Blu e dell’operato “ecologico” sul lungofiume o sulle strade asfaltate che già stanno crepando, con l’asfalto appena posato su alcune strade imolesi che si sta già rompendo.
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