Imola, 2 aprile 2026 – «Fino a qualche tempo fa non era mia intenzione candidarmi, ma alla fine ho preso questa decisione». Con queste parole Paola Lanzon ha aperto stamattina la presentazione della sua lista civica “Imola in Comune – Paola Lanzon sindaca”, ufficializzando così la sua candidatura a sindaca di Imola.
Accompagnata da un gruppo di amici e sostenitori, Lanzon ha spiegato di aver costruito il progetto dopo un lungo confronto: «Ci siamo confrontati lungamente e abbiamo deciso di creare questa lista civica vera, perché i componenti hanno ognuno un proprio percorso personale completamente diverso, ma l’unico obiettivo è occuparsi esclusivamente della città».La candidata ha sottolineato con forza il carattere civico e indipendente della lista: «Il focus che guiderà tutte le nostre azioni, tutto il nostro programma e tutte le nostre decisioni è solo Imola». Ha raccontato anche l’incontro di ieri sera con i componenti della lista e con esponenti della Lega: «La premessa è stata “Signori, si parla solo di Imola” e la riunione è filata liscia. Eravamo cittadini che ragionavano esclusivamente nell’interesse della città».
Lanzon ha ammesso apertamente la novità rappresentata dall’appoggio esterno della Lega: «Un amico ieri mi diceva: se qualcuno ti avesse detto che avresti fatto un accordo con la Lega, ci avresti mai creduto? Effettivamente no». Ha però precisato che si tratta di un progetto locale: «La mia storia personale è antitetica a quella della Lega a livello nazionale, ma qui l’unico interesse è la città».Uno dei passaggi più forti del suo intervento è stato quando ha raccontato le reazioni ricevute dopo l’annuncio della candidatura: «Molte persone mi hanno detto “ma che coraggio hai”, “sei sicura?”, e qualcuno mi ha addirittura chiesto se non fossi preoccupata per la mia incolumità fisica. Questo mi ha colpito moltissimo. Mi domando: veramente Imola viene percepita così dai cittadini? Il livello di democrazia è più apparente che sostanziale?».
Lanzon ha aggiunto di avere un «caratteraccio» e di non volersi fermare: «Io faccio le cose in cui credo a prescindere». Ha spiegato di aver chiesto alle persone della lista di lasciare da parte le proprie storie personali quando si ragiona sulla città e di aver scelto con attenzione chi inserire, evitando di esporre chi per lavoro o posizione personale poteva subire conseguenze negative.Sul simbolo della lista (“Imola in Comune”) ha detto: «Imola in comune nel senso del palazzo comunale, e Imola in comune perché ciò che abbiamo in comune è l’interesse della città».Tra i temi principali del programma ha citato: uscire dalle strettoie del “sistema di potere” per rimettere in circolo le risorse della città nell’interesse collettivo; recuperare il decoro e la qualità dei servizi (manutenzione, scuole, sanità); ragionare seriamente sull’Autodromo, sull’ambiente (simbolo dell’albero nel logo) e sul centro storico, rivedere il ruolo delle partecipate, a partire dal Conami
«Imola è in una fase di declino costante», ha affermato Lanzon. «Senza uscire dal sistema vincolante e chiuso non c’è spazio per pensare all’Imola dei prossimi vent’anni». La candidata ha concluso, prima di dare la Parola a Morrone della Lega, dicendo che nei prossimi due mesi di campagna elettorale presenteranno nel dettaglio il programma e i candidati della lista.
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