Imola, 2 aprile 2026 – Jacopo Morrone non ha usato mezze parole presente oggi alla presentazione della lista della Lanzon e ha scaricato senza troppi complimenti la candidatura di Nicolas Vacchi. Il segretario della Lega Romagna ha scelto di appoggiare con un sostegno esterno la lista civica di Paola Lanzon, motivando la decisione con il solito ritornello del “portare voti in più di quelli di partito” e del “coraggio di sfidare il sistema”.
Ma dietro le belle parole sul coraggio, sulla meritocrazia e sul cambiamento, molti leggono una mossa tattica ben più pragmatica: nascondere il reale peso della Lega in una terra rossa come Imola e nel circondario, dove il partito di Salvini arranca da anni.Morrone, segretario della Lega Romagna dal 2015 (ormai da oltre dieci anni), ha esaltato Lanzon come «la più coraggiosa di tutti» e «il candidato ideale» perché conosce «mattonella dopo mattonella» la città. Ha detto testualmente: «L’obiettivo è portare voti in più di quelli di partito, cosa che Vacchi non farà». E ancora: «Se scendi in campo sapendo già di aver perso, non mi appartiene».
Tradotto: con Vacchi la Lega rischiava di presentarsi con il proprio simbolo e di mostrare numeri bassi, come è accaduto più volte nel circondario imolese. Alle comunali 2020 a Imola la Lega prese il 17,1%, un risultato tutto sommato dignitoso ma lontano dal boom nazionale di qualche anno prima. Negli ultimi anni, però, soprattutto dopo il calo nazionale e regionale del partito, la Lega fatica a imporsi in questa zona storicamente ostile.
Scegliendo la lista civica di Lanzon (ex Pd, ex consigliera di maggioranza), Morrone evita di esporre chiaramente il proprio simbolo e i propri voti. In questo modo i risultati della Lega restano “nascosti” dentro un contenitore civico trasversale, rendendo meno evidente il fallimento di una segreteria che dal 2015 non è mai riuscita a sfondare davvero nel circondario imolese, né a vincere elezioni significative in un’area dominata dal centrosinistra.
Morrone ha insistito sul concetto di abbattere «il sistema» e premiare la meritocrazia, ma la realtà è che questa scelta rischia di apparire soprattutto come un modo elegante per mascherare le difficoltà del partito in Romagna. Invece di unirsi al centrodestra per provare a fare massa critica contro Panieri, la Lega preferisce correre da sola (o quasi) con una candidata “civica” di provenienza Pd, confermando la spaccatura clamorosa: Fratelli d’Italia e Forza Italia con Vacchi da una parte, Lega con Lanzon dall’altra.
Un centrodestra diviso in due tronconi che, almeno sulla carta, facilita la vita al sindaco uscente Marco Panieri. Mentre Morrone parla di coraggio e di sorpresa, tanti osservatori si chiedono se questa mossa serva davvero a vincere o semplicemente a non far vedere quanto la Lega, sotto la sua guida dal 2015, conti davvero poco in questa parte di Emilia-Romagna. La campagna elettorale è appena iniziata, ma la spaccatura è già servita e i cittadini imolesi di destra si ritrovano con un centrodestra più frammentato che mai.
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