Quando vincerà il Sì – e vincerà, se la destra si sveglia e va a votare in massa – Elly Schlein precipiterà in un abisso politico da cui il PD potrebbe non rialzarsi per una generazione.Non sarà una sconfitta qualsiasi. Sarà l’umiliazione definitiva: il paese getterà in faccia al PD che la favola del “colpo di Stato alle toghe” è finita, che la separazione delle carriere non è un attentato alla democrazia ma una riforma attesa da decenni, che persino una fetta di elettori progressisti ha voltato le spalle al giustizialismo identitario per scegliere il buonsenso.
Schlein ha giocato il tutto per tutto. Ha trasformato questo referendum nell’ultima barricata della sua segreteria, ha inchiodato il suo destino alla bandiera della magistratura intoccabile, ha urlato in ogni piazza che il Sì avrebbe sventrato la Costituzione. Ha scommesso che il terrore per “Meloni che vuole le toghe al guinzaglio” avrebbe tenuto in piedi un partito sfibrato e diviso. Domani il paese le risponderà con un ceffone secco: no, era solo una riforma normale.
Da martedì mattina il PD esploderà. I moderati alzeranno la testa, i renziani torneranno a ringhiare, i riformisti che già sussurravano “ma forse ha senso” grideranno vittoria. Gli anti-Schlein – silenti fino a ieri – scateneranno la rivolta aperta. La segreteria diventerà insostenibile in poche ore. La corsa al premier 2027 ripartirà con lei fuori dai giochi, umiliata e delegittimata. Il No era l’unico collante rimasto; il Sì lo strapperà via come una benda mal messa su una ferita infetta.
Giorgia Meloni, al contrario, incasserà il Sì come un trofeo meritato ma non vitale. La riforma era una bandiera storica del centrodestra, non il pilastro del suo potere. Con la vittoria consoliderà l’immagine di chi mantiene le promesse. Anche in uno scenario di sconfitta, il governo non trema: la legislatura va avanti, il premierato resta la vera madre di tutte le battaglie, e lei entra lo stesso da favorita schiacciante al 2027.
In sintesi, il Sì arriverà e Schlein pagherà con la testa politica. Meloni no. Il centrodestra ha infinite vite, ma il PD ha puntato la casa su questa partita – e quando la destra si alzerà dal divano per votare, la perderà in modo catastrofico e irreversibile.
Altre storie
Referendum sulla giustizia, il centrodestra più presente: la partecipazione “di destra” traina l’affluenza al Centro-Nord
Se sei di destra e non vai a votare al referendum giustiza, regali la vittoria alla sinistra
Imola, furto in profumeria e aggressione ai Carabinieri: arrestato 23enne alla stazione