Sappiamo bene, che che una parte di Imola, la parte dominante, ha sempre avuto un rapporto con la storia, molto complicato e sofferto, a partire dal lontano esattamente dal 1945. La tragedia della guerra, la Guerra Civile e, la conseguentemente quella di Liberazione dall’ esercito tedesco, che da Alleato, era poi diventato occupante e invasore. Nonostante gli anni, una cicatrice mai guarita, a cui possiamo sovrapporre, anche la Guerra Fredda, i due blocchi : in particolare quello Sovietico crollato nel 1989. Perchè questa premessa? Semplicemente perchè questi fatti, hanno poi interagito e condizionato, la politica e la elaborazione e la interpretazione della Storia, finanche a livello locale, e perfino condizionare la realizzazione della Toponomastica. Alcuni esempi? Fino a pochi anni in via di Villa Clelia, c’era un giardino intitolato a Josip Tito Broz, Leader e storico Presidente della fu Repubblica Socialista della Jugoslavia, condottiero nella lotta di liberazione del paese dalla occupazione nazista. Considerato poi dai Comunisti italiani, come modello e un faro da seguire nella lotta per il Comunismo. Evidentemente l’intitolazione di quel giardino, nasceva dalla ammirazione smisurata che i compagni comunisti Imolesi, avevano per il leggendario TIto Broz. Solo che nelle pieghe della storia e della guerra, si nascondeva una realtà tragica e ben diversa da quella narrata dal mito. Dal 1945 al 1947 i suoi Partigiani si sono macchiati di una onta orribile, uccidendo in modo orribile 5000 italiani, che avevano l unica colpa appunto di essere italiani e di vivere da secoli in quelle terre. Buttati vivi nelle foibe ( cavità carsiche verticali) e, fatti morire in un modo atroce. Quindi il mito dell’ eroico e integerrimo comandate Tito, fu definitivamente sconfessato e con grande grande ritardo e fatica, alcuni decenni dopo, fu istituita la Giornata del Ricordo ( 10 febbraio ) e anche a Imola, dove lo avevano idolatrato , furono costretti a fare i conti con la Storia, e quindi a cambiare la Toponomastica. Al posto del Giardino Tito Broz, si scelse Giardino vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Fin qui tutto bene ma una domanda sorge spontanea: come mai la nuova lapide che ricorda la strage di Bologna è rivolta all’interno del giardino e non visibile ai passanti, mentre la vecchia quella di Tito ,era rivolta verso la strada ( Via di Villa Clelia) ? Forse l imbarazzo dovuto al cambio non è è stato ancora ben metabolizzato? oppure le vittime del 2 Agosto sono forse meno importanti di uno spietato criminale? In attesa di una risposta, ci rechiamo poi, in un luogo, che si connette, in modo ancora più stridente con il ricordo degli infoibati . Esattamente all”lex Limonaia, sita in via Manzoni, ora Parco Martiri delle Foibe, dove ogni anno nella giornata del Ricordo, il Sindaco e la città, come anche in tutta Italia, ricordano le vittime delle Foibe. Anche qui, rimanendo sempre in tema di Toponomastica, un’altra domanda ci sorge spontanea: come mai nella lapide apposta, non viene ricordato il periodo in cui fu perpetrata questa strage? :Esattamente dal1945 1947. E’ forse una pura dimenticanza, oppure forse un modo per rimuovere qualcosa di molto imbarazzante: nel 1945 la guerra era già finita…i loro compagni, i partigiani jugoslavi, hanno continuato a uccidere i nostri connazionali e, c era anche chi sapeva…
Patto per il Nord
Sezione di Imola
Il Segretario
Francesco Grandi
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