Le stesse che da anni sfilano con i cartelli, quelle che hanno trasformato il rapporto tra uomo e donna in un patto a termine revocabile con effetto retroattivo, hanno appena finito di costruire l’arma più perfetta che un uomo possa desiderare e non se ne sono nemmeno accorte, le geniali.
Per anni le abbiamo sentite ripetere che “senza consenso è stupro” come se fosse la scoperta del fuoco, hanno dipinto ogni uomo come un potenziale stupratore in attesa della prima occasione buona. Hanno insegnato alle loro figlie, alle loro amiche, alle loro lettrici che ogni rapporto va monitorato con il metal detector, che un silenzio può diventare un’aggressione, che un gesto frainteso vale sei anni di carcere. Hanno seminato odio puro tra i generi, hanno alzato muri, hanno costruito una narrazione in cui lui è sempre colpevole finché non prova di essere innocente, ma il giocattolo funziona in entrambe le direzioni…
Pensateci per un momento, senza pregiudizi. Una storia che finisce male, come ne capitano a migliaia. Litigi feroci, soldi che volano, figli contesi come ostaggi, una casa da spartire con l’accetta. C’è stato un rapporto sessuale, qualche settimana prima, magari qualche mese. Al momento sembrava tutto normale: lei rideva, partecipava, magari aveva anche iniziato lei, poi la separazione diventa guerra totale e lui decide di giocare la carta che le fantatiche del consenso gli hanno messo in mano:
«Non ho mai acconsentito. Non l’ho detto chiaramente. L’ho revocato dentro di me. Ero bloccato, spaventato, non ho saputo oppormi.»
Basta questa frase. Non servono testimoni, non serve violenza fisica, non serve una minima prova oggettiva. Basta sedersi in una stanza della questura e dire quelle parole inventate da queste fanatiche e la macchina si metterà in moto da sola: denuncia, fascicolo penale, iscrizione automatica nel registro degli indagati e da lì, l’inferno: gogna mediatica, sospensione cautelare dal lavoro (se lei è un’insegnante, una dottoressa, una professionista visibile), figli allontanati “per precauzione” in attesa che si faccia chiarezza, amici che spariscono, social che fanno a pezzi la sua faccia, la sua reputazione, la sua vita. Anche se tutto finirà in un’archiviazione tra due o tre anni, il veleno sarà già stato inoculato, quello non si lava via con nessuna assoluzione.
Ecco il capolavoro che hanno partorito, queste isteriche del “consenso” in ogni momento del sesso, hanno armato le donne contro gli uomini per anni, e adesso hanno armato anche gli uomini contro le donne con la stessa identica arma. Quando la destra in Parlamento, con l’emendamento Bongiorno, ha provato correggere il tiro e sostituito il “consenso affermativo” con il “dissenso riconoscibile”, le hanno esplose di rabbia: “Tradimento!”, “Passo indietro!”, “Violenza istituzionale!”.
Tradimento un cazzo, è stato un atto di pura sopravvivenza politica e giuridica, hanno evitato di consegnare a ogni persona incazzata, a ogni fidanzato/a mollato/a, a ogni stronzo/a vendicativo/a un grilletto troppo facile da premere. Quando sarà una donna a saltare in aria, quando saranno le loro amiche, le loro figlie, loro stesse a finire in un fascicolo penale per la parola di un uomo che dice “non ho acconsentito”, non devono piangere e urlare come loro abitudine, perche hanno costruito passo dopo passo l’odio tra i generi, hanno armato tutti contro tutti, hanno trasformato il sesso in un campo minato dove chiunque può far saltare in aria l’altro con una frase “Non ho mai acconsentito”… Era questo il piano?
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