TuttoImola.it

Sito di informazione e cultura da Imola, Romagna e Area Metropolitana

Parco Martiri delle Foibe, degrado nel cuore di Imola: “Abbandono totale, serve manutenzione”

Alberi mai curati, sottobosco fuori controllo e nessuna panchina per i residenti. È la situazione segnalata da alcuni cittadini al WhatsApp di TuttoImola riguardo al Parco Martiri delle Foibe, l’area verde situata tra via Manzoni e via Alfieri, in piena zona centrale, nei pressi della Limonaia.

Dalle segnalazioni ricevute – corredate anche da fotografie – emerge un quadro di degrado e abbandono: la vegetazione spontanea ha preso il sopravvento sugli alberi, che appaiono mai potati o manutenuti, mentre il sottobosco rende l’area poco accessibile e visivamente trascurata.

Un parco che, sulla carta, dovrebbe rappresentare uno spazio di memoria e di socialità, oggi risulta di fatto inutilizzabile dai residenti del quartiere. Non solo per lo stato della vegetazione, ma anche per l’assenza di elementi minimi di arredo urbano: mancano panchine, rendendo impossibile fermarsi, leggere o semplicemente godere di un angolo verde nel centro cittadino.

«Lo stato attuale è di abbandono totale», scrive un cittadino, chiedendo un intervento di manutenzione ordinaria e l’installazione di alcune panchine per rendere il parco nuovamente fruibile.

La segnalazione riapre il tema della cura degli spazi verdi urbani nella città di Imola, “medaglia d’oro”, in particolare quelli collocati in zone centrali e frequentate, che dovrebbero essere valorizzati per ciò che rappresentano e non lasciati al degrado. Ora chiediamo all’amministrazione comunale: sono previsti interventi di manutenzione per il Parco Martiri delle Foibe?
Visto che si chiama Parco Martiri delle Foibe, la giunta a guida PD non ha intenzione di fare nulla? Ricordiamo cosa disse il sindaco Marco Panieri nel primo anno di mandato:
«La tragedia delle Foibe e il dramma degli esuli istriano-dalmati, costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, è sicuramente una delle pagine più dolorose della storia del nostro Paese», anche se, in un’altra occasione, una consigliera impertinente intervenne con un fuori luogo: «E le foibe?»