Fate attenzione a che olio comprate, perché nel Ravennate è stato scoperto un sistema di vendita di falso olio extravergine di oliva: i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Ravenna hanno sequestrato oltre 3.800 litri di prodotto e denunciato due coniugi per frode nell’esercizio del commercio.
L’operazione, disposta dalla Procura della Repubblica di Ravenna, è partita anche dal monitoraggio dei social network, dove l’olio veniva pubblicizzato come “olio extravergine pugliese a buon prezzo, estratto a freddo, filtrato, dal gusto delicato”, rivolto a ristoratori, rivenditori e privati.
Le indagini hanno fatto emergere un sistema organizzato di commercializzazione, con prezzi differenziati in base ai quantitativi acquistati. I due coniugi sono stati fermati mentre trasportavano un ingente carico di taniche su un furgone a noleggio; le successive perquisizioni del mezzo e di un garage presso la loro abitazione hanno portato al sequestro dell’intero quantitativo.
Le analisi di laboratorio dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari hanno infine accertato che il prodotto non era olio extravergine di oliva, ma olio di semi di girasole con aggiunta di coloranti.
Un caso che riaccende l’attenzione sulla necessità di verificare sempre l’origine e il prezzo dell’olio acquistato, soprattutto quando viene offerto come “extravergine” a costi insolitamente bassi.
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