Roma, 15 gennaio 2026 – Esattamente dieci anni fa, il 25 gennaio 2016, i Musei Capitolini si preparavano a ospitare una visita di Stato del presidente iraniano Hassan Rouhani. Era l’epoca del disgelo post-accordo sul nucleare, degli appetiti commerciali italiani e della premiership di Matteo Renzi.
Quel giorno, per non urtare la sensibilità del leader della Repubblica Islamica, diverse statue classiche – Veneri, atleti, divinità greche e romane rigorosamente nude – vennero nascoste dietro pannelli di legno bianco. Un’operazione che fece il giro del mondo: NPR parlò di “massive cover-up”, il Guardian di “no nudes is bad news”, Reuters di “anger in Italy”.La foto della Venere capitolina incartata come un pacco regalo divenne il simbolo di un imbarazzo culturale, L’Italia, culla del Rinascimento e dell’antichità classica, che autocensurava il proprio patrimonio per ragioni diplomatico-commerciali. Renzi negò di aver dato l’ordine, scaricando la responsabilità su un funzionario del cerimoniale, ma l’opposizione (e buona parte della rete) lo massacrò comunque per servilismo e mancanza di dignità. Dieci anni dopo, lo stesso Renzi – oggi senatore di Italia Viva – usa parole durissime contro lo stesso regime.
Adesso, il 10 gennaio 2026 twittava: «Grazie a chi lotta rischiando la vita contro il mostruoso regime teocratico. Viva i ragazzi iraniani!». Pochi giorni prima aveva scritto: «Il regime iraniano sta massacrando i giovani che protestano, come fa da mezzo secolo […] che il 2026 sia l’anno della libertà per Teheran». Il contrasto è stridentem nel 2016 si coprivano le statue per accogliere un presidente iraniano e nel 2026 si inneggia alla caduta del “mostruoso regime teocratico” mentre le piazze di Teheran bruciano bandiere e ritratti di Khamenei.
Non è solo ipocrisia personale tipica di Renzi e della sinistra, ma è il ritratto di un decennio di politica estera occidentale oscillante tra pragmatismo economico e retorica dei diritti umani. Quando servono contratti si dialoga e si coprono le nudità, quando le proteste esplodono si scopre il coraggio dei ragazzi iraniani. Chissà se, tra dieci anni, qualcuno ricorderà anche queste parole o se torneranno di nuovo i pannelli bianchi per il prossimo ospite scomodo.
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