IMOLA, 15 gennaio 2026 – Il prossimo 20 gennaio, una delegazione di agricoltori di Cia-Agricoltori Italiani manifesterà a Strasburgo, davanti al Parlamento Europeo, per denunciare i rischi dell’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur. L’organizzazione chiede tutele concrete per un settore già travolto da crisi continue e minacciato da una concorrenza sleale che mette a rischio la sopravvivenza delle aziende italiane.
Il Mercosur, che riunisce Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, rappresenta la sesta economia mondiale. Gli scambi con l’Europa superano i 110 miliardi di euro e l’accordo punta a liberalizzare ulteriormente il mercato, riducendo i dazi sul 90% dei prodotti e semplificando le operazioni doganali. La posizione di Cia è ferma: l’intesa è accettabile solo a condizioni precise che garantiscano il rispetto degli standard europei, senza le quali si creerebbe un danno strutturale alle filiere nazionali.
Per l’organizzazione è fondamentale che il principio di reciprocità sia scritto chiaramente: i prodotti importati devono rispettare gli stessi standard produttivi, sanitari e ambientali garantiti dagli agricoltori europei. Senza parità di regole, la competizione diventa sleale, soprattutto considerando che nei Paesi del Mercosur sono consentite pratiche e sostanze – come alcuni pesticidi – vietate in Europa, con potenziali rischi per la salute dei consumatori.
Cia critica duramente le attuali clausole di salvaguardia, ritenute insufficienti e difficilmente applicabili. La riduzione della soglia di intervento dall’8% al 5% riguarda infatti solo l’avvio delle indagini e non fa scattare automaticamente alcuna misura di protezione. L’organizzazione chiede invece controlli serrati su tutte le merci in arrivo e meccanismi rapidi ed efficaci di intervento.
L’impatto dell’accordo sarebbe pesante anche sul territorio imolese, come spiega Luana Tampieri, presidente di Cia Imola:
“L’accordo penalizza fortemente i piccoli e medi produttori a favore delle grandi multinazionali agro-industriali, incentivando un modello di agricoltura intensiva e monoculturale che minaccia biodiversità e presidio dei territori. Il nostro territorio vive di agricoltura specializzata, frutticoltura e produzione di collina che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente e del suolo. L’importazione massiccia di materie prime a basso costo, ottenute con standard sanitari inferiori, non è solo una minaccia economica, ma anche un pericolo per la salute dei consumatori. Senza garanzie vincolanti, questo accordo rischia di spazzare via il lavoro di generazioni, favorendo i colossi industriali e condannando le aree rurali all’abbandono. Per questo gli agricoltori della nostra regione saranno a Strasburgo insieme al Copa-Cogeca per chiedere risposte credibili. La battaglia riguarda il diritto dei produttori a lavorare con dignità e quello dei consumatori a ricevere cibo sano, sicuro e trasparente. Se non verranno fornite rassicurazioni chiare sulla tutela dei piccoli agricoltori e sul rispetto delle regole ambientali, la mobilitazione continuerà ad oltranza”.
La manifestazione del 20 gennaio si inserisce in una serie di iniziative nazionali e comunitarie promosse da Cia e dal Copa-Cogeca, con l’obiettivo di ottenere garanzie reali per i piccoli e medi produttori, tutelare la qualità e la sicurezza del cibo e preservare l’agricoltura sostenibile nelle aree interne d’Italia.
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