Un esercizio pubblico di Zola Predosa è chiuso per sette giorni su disposizione del Questore, ex art. 100 TULPS. Motivo: vari interventi per ordine pubblico, tra cui l’arresto – dentro il locale – di un dipendente per spaccio di hashish e marijuana. La norma permette la sospensione preventiva quando il locale rappresenta un pericolo per la sicurezza, anche senza colpa diretta del titolare.
Risultato: l’attività subisce il danno economico e d’immagine, mentre il dipendente autore del reato resta legato al posto di lavoro (licenziarlo per giusta causa è un iter complesso e rischioso in Italia).
Legittima sul piano della sicurezza pubblica, ma la misura evidenzia un paradosso: il titolare finisce per pagare le conseguenze di un comportamento individuale che non può controllare né eliminare rapidamente. Sette giorni di chiusura per tutelare i cittadini, ma a che prezzo per chi gestisce?
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