Bologna, sicurezza: il PD scopre l’insicurezza solo ora?
Bologna, 7 gennaio 2026 – L’omicidio del giovane capotreno, ucciso da uno straniero irregolare che avrebbe dovuto essere espulso da tempo, ha fatto esplodere di nuovo il dibattito sulla sicurezza in città. E, puntuale, arriva la reazione del PD bolognese: più agenti, più presidi, più controlli. Tutta la responsabilità scaricata sul Governo centrale.
Peccato che, fino a ieri, lo stesso PD abbia passato anni a bollare come “securitarie” e “razziste” le politiche di contrasto all’immigrazione irregolare e di rafforzamento dei controlli. Ricordate? I decreti Salvini erano “disumani”, i respingimenti “fascisti”, le espulsioni “xenofobe”. I talk show, i post sui social, le piazze piene di bandiere “porti aperti” e “no ai muri”. Quando si parlava di aumento di reati tra gli irregolari, la risposta era spesso “non strumentalizzate”, “non fate di tutta l’erba un fascio”.Adesso, di colpo, la sicurezza diventa priorità assoluta. E la colpa è solo del Governo nazionale.Il punto è semplice: la sicurezza non è competenza esclusiva di Roma. Le ordinanze antidegrado, i controlli sul territorio, la videosorveglianza, la gestione degli accampamenti abusivi, la collaborazione quotidiana con le forze dell’ordine dipendono in larga parte dal Comune.
Bologna, guidata da Matteo Lepore, ha avuto anni per agire con decisione su questi fronti. Invece ha spesso scelto la linea morbida: tolleranza verso occupazioni, critiche feroci al ministro dell’Interno, poca fermezza contro fenomeni di microcriminalità.Non serve ipocrisia. Se oggi il PD chiede più sicurezza, bene: è un passo avanti. Ma lo faccia con coerenza, riconoscendo che per anni ha minimizzato il problema, ostacolato misure più severe e preferito l’ideologia alla realtà quotidiana dei cittadini che hanno paura a prendere il treno la sera o a passeggiare in certi quartieri.La sicurezza non ha colore politico. Ma pretendere di scoprire solo ora l’emergenza, dopo averla negata o ridimensionata per anni, lascia perlomeno perplessi. Bologna merita risposte concrete, non polemiche a senso unico.
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