Con il nuovo Decreto Covid il Consiglio dei Ministri ha deciso di adottare un provvedimento che prevede, a partire dalle scuole elementari, la didattica a distanza solo per gli studenti non vaccinati. È una forma di discriminazione gravissima nei confronti dei nostri giovani, ed è una scelta che naturalmente sta andando in contro a molte proteste da parte delle famiglie, le quali temono eventuali episodi di bullismo e prese in giro.
Premettendo la vulnerabilità che caratterizza tutto il periodo della crescita dei nostri ragazzi a livello psico-sociale e considerando il momento storico che vede psichiatri e psicologi denunciare continuamente con forza l’aumento di comportamenti autolesionistici e di stati d’ansia tra i più giovani, la distinzione che è stata creata tra i bambini vaccinati e non vaccinati in merito al ricorso alla DAD è inaccettabile.
Se da un lato vediamo positivamente la generale riduzione delle restrizione, tra cui la diminuzione dei tempi della quarantena e il ricorso alla didattica a distanza, dall’altro siamo sconcertati per la grave ingiustizia intrapresa nei confronti dei bimbi e ragazzi non vaccinati o guariti. Una decisione che ha più dell’ideologico che delle logiche sanitarie, dal momento che il contagio può avvenire sia che siano vaccinati che non.
La mia posizione è chiara, non devono essere fatte differenziazioni tra bimbi vaccinati e non vaccinati.
Serena Bugani
Membro Commissione sanità e scuola
Altre storie
Imola, una targa per il comandante Vittorio Neri: il saluto della città alla Polizia Stradale
Imola, l’8 marzo la teologa Emanuela Buccioni ospite del ciclo “Le donne nella Storia di Dio”
Imola, tre notti di chiusura per il casello dell’Autostrada A14