È sciopero anche nelle aziende metalmeccaniche del circondario imolese dopo che ieri Federmeccanica ha causato la rottura della trattativa con Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, durata 11 mesi di confronto e 13 incontri, per il rinnovo del contratto nazionale rifiutando di riconoscere gli aumenti dei minimi contrattuali. Posizione già espressa prima del Covid e ieri confermata in modo risoluto e definitivo. Nessuna risposta adeguata neppure su inquadramento, formazione, appalti, riduzione della precarietà, tutti temi inseriti nella piattaforma approvata dai lavoratori.
Immediata la reazione dei metalmeccanici, con scioperi spontanei proclamati dalle Rsu in tutta Italia, tra cui quelli di oggi di 4 ore alla Walvoil e alla Robopac, entrambe con sede a Castel San Pietro. Analoghe mobilitazioni interesseranno altre aziende del territorio la prossima settimana.
Difendere il salario e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è fondamentale per la ripresa del Paese. La posizione di Federmeccanica è inaccettabile, non viene riconosciuto il valore del lavoro. I metalmeccanici hanno diritto di veder rinnovato il loro contratto, per il salario, per i diritti, per l’occupazione.
Oltre allo stato di agitazione, che prevede il blocco della flessibilità e degli straordinari, a partire dai prossimi giorni inizierà un’intensa fase di assemblee per arrivare ad uno sciopero nazionale di tutta la categoria il 5 novembre.
Altre storie
Bonifica Renana, il dubbio di un proprietario: “Pago da anni ma nessuno mi ha mai detto che potevo votare”
Grave incidente in via Primo Maggio: ciclista 84enne trasportato in elisoccorso
Imola, finti poliziotti al telefono: anziana raggirata e 300mila euro trasferiti ai truffatori